Vita all’aperto

Fay Archive sceglie mestieri (e suggestioni) in Islanda

Il marchio del gruppo Tod’s racconta la sua attitudine per la vita all’aria aperta con un progetto ambientato nella natura dell’isola e interpretato dai suoi abitanti

di Giulia Crivelli

Il pescatore Erik con la giacca Quattro Ganci di Fay Archive

2' di lettura

Potrebbe essere “solo” una moda e forse gli islandesi sotto sotto ci sperano. Fatto sta che nel post Covid sull'isola c'è stata una crescita esponenziale del turismo e chi torna da un viaggio così nordico spesso parla di “mal d'Islanda”. Dopo la Russia, l'isola di Gotland (mar Baltico) e Lanzarote, Fay Archive ha scelto l'Islanda per la quarta tappa del progetto coordinato per Fay (gruppo Tod's) da Michele Lupi e partito nel 2020.

L'Islanda produce le imbottiture di piu' costose al mondo, senza far soffrire le anatre

Fatto tappa non perché i capi sono prodotti o distribuiti o magari creati in Islanda, anche se non sarebbe poi così impossibile. Fatto tappa perché Lupi e Alessandro Squarzi, direttore creativo di Fay Archive, hanno ambientato tra fiordi, fiumi, colate laviche e spiagge quella che a uno sguardo distratto parrebbe una campagna pubblicitaria, ma che è in realtà un autentico racconto (non usiamo di proposito l'abusato e ormai privo di suggestioni storytelling).

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Lo stile Fay Archive approda nella natura d’Islanda

Lo stile Fay Archive approda nella natura d’Islanda

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«Fay Archive nel marketing viene chiamato side project – spiega Lupi –. Non è nato per fare grandi numeri di vendita né sarà mai composto da collezioni ampie come quelle principali, da donna e da uomo, di Fay. Abbiamo pensato dall'inizio che non potesse perciò essere presentato con una comunicazione tradizionale, per quanto digitalizzata».Così è nata l'idea di scegliere Paesi dove uomo e natura, quasi magicamente, convivano in armonia. «Luoghi dove si vive e lavora molto all'aperto, ideali per capi funzionali, resistenti, sostenibili e, nel caso di Fay Archive, molto belli», sorride Squarzi.

Il vulcanologo Will

Benché nato negli Stati Uniti e acquistato da Diego e Andrea Della Valle alla fine degli anni 80, Fay ha uno stile innegabilmente italiano. Agli islandesi le giacche create da Squarzi sembrano piacere per la loro funzionalità ma anche, appunto, per l'aspetto. Non si spiega altrimenti come i quattro protagonisti del viaggio a nord di Fay sembrino tanto rilassati e a proprio agio (sul sito e i canali social di Fay ci sono foto e brevi video girati dal regista James Mollison). Non sono modelli professionisti, né celebrità locali. Semmai “tester” delle giacche Fay Archive: Heidar (carpentiere), Elli (fotografo), Will (vulcanologo), Erik (pescatore) e Daniel (falegname) vivono, lavorano e amano la loro magica terra. «L'obiettivo non è far venire voglia di somigliare a loro – conclude Lupi –. Ma trasmettere emozioni e suggestioni: poi magari i clienti, nei negozi o sul web, sceglieranno capi Fay più tradizionali, a spingerli però sarà stato anche il racconto di Archive».

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