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Fca Ducato, il 27 aprile riapre lo stabilimento Sevel e riparte il Ducato

La ripresa della produzione coinvolge 5mila lavoratori diretti e ha ripercussioni anche su Mirafiori, Melfi, Pomigliano e Cassino

di Filomena Greco

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(ANSA)

La ripresa della produzione coinvolge 5mila lavoratori diretti e ha ripercussioni anche su Mirafiori, Melfi, Pomigliano e Cassino


2' di lettura

Sarà una ripresa produttiva graduale, che coinvolgerà circa 5mila lavoratori diretti ma che rimetterà in moto una parte dell’indotto automotive. Riapre lunedì 27 aprile la Sevel, lo stabilimento abruzzese di Fiat Chrysler dove si producono i Ducato. La strada percorsa è quella della comunicazione al prefetto, come previsto per aziende appartenenti a settori strategici.

La macchina produttiva di Fca dunque si rimette in marcia e il riavvio delle linee dello stabilimento di Atessa si porta dietro stampaggio e lavorazioni a Mirafiori, dove si realizzano le preserie della Fiat 500 elettrica, Melfi, Termoli e Pomigliano, oltre a una parte dell’area logistica di Nola. Si tratta del primo passaggio operativo che segue l’accordo per il Protocollo di sicurezza da applicare negli stabilimenti del Gruppo in Italia, sottoscritto dai sindacati metalmeccanici meno di due settimane fa.

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«La fase 2 sta di fatto partendo – sottolinea Gianluca Ficco della Uilm – con le richieste di autorizzazione sempre più numerose ai prefetti. È essenziale però che avvenga in modo graduale e soprattutto in piena sicurezza sia all’interno dei luoghi di lavoro sia nell’ambiente circostante». Uno degli aspetti collegati alla ripresa della produzione riguarda ad esempio il trasporto dei lavoratori in entrata e in uscita dagli stabilimenti.

Per Raffaele Apetino della Fim-Cisl è fondamentale «che la Regione Abruzzo faccia la sua parte e assicuri il raddoppio delle corse dei mezzi per il trasporto degli addetti, per evitare assembramenti sui bus». Le organizzazioni sindacali inoltre hanno chiesto all’azienda un rinforzo nella dotazione quotidiana di mascherine – da due a tre – per garantire ai lavoratori di avere un dispositivo di protezione individuale da indossare durante i trasferimenti.

Fondamentale in questa fase, come previsto dagli stessi accordi tra Fca e sindacati, la formazione sulle nuove procedure di sicurezza. «Abbiamo chiesto all’azienda – racconta Michele De Palma della Fiom – di effettuare subito gli incontri preparatori e di verifica per la corretta applicazione delle linee guida sulla sicurezza concordate il 9 aprile».

In linea generale, la riapertura dello stabilimento Sevel rimette in moto una parte consistente dell’indotto. Per questo i sindacati chiedono al Governo indicazioni chiare e uniformi sulla Fase 2, «per garantire la salute e la sicurezza di migliaia di lavoratori». Le valutazioni sull’andamento epidemiologico e sulle condizioni generali per la riapertura dell’industria sono di competenza dell’Esecutivo, insiste De Palma: «Per questo chiediamo a Governo e ministeri coinvolti di avviare urgentemente un confronto per stabilire se vi sono le condizioni generali per la ripartenza della Sevel e di tutta la componentistica».

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