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Fca accelera sul Ftse Mib, si continua a ragionare su maxi-cedola

Pioggia di acquisti sul comparto auto europeo, quando si continua a ragionare sulla maxi-cedola per la fusione con Psa. In generale, il settore auto europeo è premiato dagli acquisti

di Flavia Carletti

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(REUTERS)

Pioggia di acquisti sul comparto auto europeo, quando si continua a ragionare sulla maxi-cedola per la fusione con Psa. In generale, il settore auto europeo è premiato dagli acquisti


2' di lettura

Pioggia di acquisti sul comparto auto europeo, quando si continua a ragionare sulla maxi-cedola di Fca per la fusione con Psa. A Piazza Affari i titoli di Fiat Chrysler Automobiles sono arrivati a guadagnare anche più di tre punti, facendo meglio del Ftse Mib. L'aumento di Fca, così come quello di Cnh Industrial, spingono verso l'alto anche la controllante Exor. Intanto in Europa anche l'indice settoriale Stoxx600 Auto fa segnare un progresso superiore a tre punti e Peugeot alla Borsa di Parigi di oltre quattro.

Nel fine settimana, Il Sole 24 Ore è tornato sulla questione della possibilità di pagare il maxi-dividendo di Fca da 5,5 miliardi - previsto negli accordi per la fusione con Psa - parzialmente in asset, il tutto senza modificare la struttura delle intese già prese per la fusione con il gruppo automobilistico francese. Tra le opzioni allo studio, secondo il quotidiano, come ricordano gli analisti di Equita, «ci sarebbe anche quella di trasformare il dividendo in strumenti partecipativi della nuova realtà liquidabili senza però alterare la struttura di voto della nuova entità. Sebbene non vengano riportati dettagli questa opzione farebbe pensare ad azioni non ordinarie». Gli esperti della Sim milanese restano «dell'idea che lo scenario più agevole da realizzare sia quello di posticipare lo spin-off di Faurecia (controllata al 46% da Psa) dopo il closing della fusione, riducendo proporzionalmente il maxi-dividendo». Inoltre, di fronte alla possibilità di trovare una soluzione alla questione entro la fine di luglio, gli analisti indicano di ritenere «prematuro prendere decisioni definitive con tanto anticipo rispetto al closing (previsto per il primo trimestre 2021), ma non escludiamo che possano essere decisi gli eventuali interventi da adottare in caso di necessità».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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