industria

Fca, dimezzata la produzione nei siti di Mirafiori e Grugliasco

di Filomena Greco


Fca-Renault, ecco perché è saltato l'accordo sulla fusione

3' di lettura

Il futuro dell’auto a Torino. Con i due stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco alle prese con volumi produttivi quasi dimezzati rispetto all’anno scorso. Questo il punto di partenza industriale dell’incontro di giovedì tra la sindaca Chiara Appendino, il neo presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e i vertici di Fiat Chrysler. Al tavolo, in particolare, Pietro Gorlier, da poco più di sei mesi responsabile del Gruppo per l’area Emea. Area che più di tutte soffre per la contrazione del mercato.

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Un incontro – che arriva a breve distanza dalla trattativa fallita , per ora, per la fusione con Renault – proficuo lo ha definito la sindaca Appendino. «Fca ha confermato il piano di investimenti da 5 miliardi e la piena occupazione negli stabilimenti fino al 2022» ha sottolineato la prima cittadina mentre il presidente Cirio ha ribadito l’importanza della nuova piattaforma che Fiat Chrysler sta realizzando nel plant di Mirafiori, destinata alle nuove motorizzazioni green, in particolare alla 500 full electric. «Si tratta della base per i successivi sviluppi industriali dei modelli Fca – spiega il presidente del Piemonte – e come Regione pensiamo ci siamo ampi spazi di collaborazione, anche in vista della futura programmazione dei fondi europei».

Per lo stabilimento di Grugliasco le attese sono tutte focalizzate sul restyling dei due modelli del Tridente, Quattroporte e Ghibli, e sul lancio delle motorizzazioni ibride, per rimettere in moto il mercato. Per Mirafiori invece la scommessa è la Fiat 500 elettrica, la cui nuova piattaforma produttiva è in fase avanzata di realizzazione nell’area dove prima si produceva l’Alfa Romeo Mito. «Negli stabilimenti Fca – conferma una nota diffusa dal Gruppo alla fine dell’incontro a Palazzo di Città – sono già da tempo in corso le attività di installazione delle nuove piattaforme standard per le motorizzazioni elettiche e ibride». E lo stesso Pietro Gorlier ha ufficialmente invitato sindaca e presidente del Piemonte all’evento di kick off delle linee dove sarà prodotta la nuova 500 previsto per il mese di luglio, quando sarà presentata la nuova piattaforma di Mirafiori.

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Il lancio delle nuove motorizzazione e della prima full electric di casa Fiat dunque rappresentano la strategia per recuperare almeno parzialmente volumi negli stabilimenti torinesi. Il trend di crescita della produzine del Lingotto in Italia si è interrotta in realtà già l’anno scorso, con un calo complessivo della produzione nei plant italiani. Per il Piemonte, in particolare per Mirafiori e Grugliasco, poli di riferimento per Maserati, questo calo già l’anno scorso ha registrato livelli preoccupanti: nel 2018 a Mirafiori sono state prodotte quasi 29mila vetture (dati elaborati dalla Fim-Cisl), il 40% in meno dell’anno prima, a Grugliasco il calo è stato del 30%, per un totale di 14.171 vetture. A questa situazione si aggiunge l’ulteriore frenata dei primi sei mesi di questo anno con in entrambi gli stabilimenti volumi simili a quelli del primo trimestre del 2018: circa 6.300 vetture Maserati Levante uscite dallo stabilimento di Mirafiori (erano 6.600 le vetture prodotte da gennaio a marzo dell’anno scorso), 4.400 tra Ghibli e Quattroporte prodotte nel plant di Grugliasco contro le 3.800 vetture realizzate nei primi tre mesi dell’anno scorso.

Un rallentamento della produzione che si ripercuote su turni di lavoro “sottili”, con i contratti di solidarietà in entrambi gli stabilimenti, un turno unico alternato e una riduzione dell’orario che raggiunge il massimo consentito dalla normativa, circa il 60%. Un ridimensionamento dei volumi e anche dei livelli occupazionali visto che negli ultimi mesi il numero di addetti dei due plant, in conseguenza del piano incentivato di uscite e pensionamenti, è passato da 5.200 a 4.800.

Intanto, a luglio lo stabilimento di Cassino si fermerà ancora per cassa integrazione. Lo affermano in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Donato Gatti, segretario generale Fiom- Cgil Frosinone e Latina spiegando che nel mese sono fissati 9 giorni di cassa integrazione che portano il totale nei primi sette mesi a 68 giorni.

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