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Fca e Cnh, firmato rinnovo del contratto. A regime aumenti medi di 145 euro

di Filomena Greco


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(EPA)

2' di lettura

Fca e Cnh industrial firmano il rinnovo del Contratto collettivo specifico di lavoro per gli oltre 83mila addetti in Italia, 66mila dei quali in capo a Fiat Chrysler, con un aumento delle retribuzioni contrattuali del 2% all’anno nel prossimo quadriennio e un sistema di welfare aziendale migliorato rispetto al passato. La trattativa è durata diversi mesi e ha vissuto un momento critico la settimana scorsa, con il rischio di una rottura nell’ambito del confronto con i vertici di Cnh Industrial.

La firma del rinnovo dunque reintroduce un meccanismo, quello dell’aumento automatico in paga base, che è stato sospeso nelle precedenti fasi contrattuali e che aveva rappresentato uno dei temi più politici per la contrattazione sindacale in seno a Fiat Chrysler. Nel 2011 anche su questo aspetto si era consumata la rottura tra le sigle dei metalmeccanici, con la Fiom che non ha mai firmato il contratto aziendale, e in seno al mondo confindustriale, con la scelta di Fca di uscire da Federmeccanica.

A regime, chiarisce la Fim Cisl, gli aumenti mensili medi per ogni addetto raggiungeranno i 144,5 euro, l’8,24% in più rispetto all’attuale paga base. Le tappe previste sono +35,06 euro dal primo aprile prossimo, +35,76 dal primo febbraio 2020, +36,48 dal primo gennaio 2021 e 37,2 euro dal primo gennaio del 2022. «Se consideriamo l’incidenza dei turni – aggiunge il comunicato della Fim-Cisl – l’importo si incrementa ulteriormente di circa il 10%».

Il nuovo contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) riprende e «rafforza», come comunica Fca in una nota, «il bonus annuale legato agli obiettivi di produttività ed efficienza nell’ambito del WCM». Oltre all’aspetto retributivo, sono tre i principali cardini del nuovo contratto, chiarisce Fca: Il sistema di Welfare aziendale, «che si sviluppa attraverso il consolidamento del programma di flexible benefits e il potenziamento della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa»; Il completamento del sistema partecipativo, «parte integrante dell’approccio industriale del Gruppo in Italia»; Infine la riforma dell’inquadramento introdotta in via sperimentale nel precedente rinnovo contrattuale.

Pietro Gorlier, Chief Operating Officer della Regione EMEA per Fiat Chrysler commenta con soddisfazione il risultato: «Insieme al piano industriale per l’Italia che con grande senso di responsabilità abbiamo confermato nei giorni scorsi, l’accordo di oggi rappresenta un ulteriore impegno dell’Azienda nei confronti di tutti i lavoratori del Gruppo in Italia e dell’intero Paese. In questo modo pensiamo di avere posto le condizioni per affrontare al meglio le difficili sfide che avremo di fronte nei prossimi anni». Siamo fiduciosi, aggiounge Gorlier, «che ognuno farà la sua parte».

Sul sistema dei premi di efficienza introdotto nel 2015, fa notare il sindacato, entra nella scala percentuale dei parametri anche la parte anticipata ogni tre mesi come previsto dal precedente contratto. «Questo consentirà di incrementare il premio annuale che nell’ultimo anno ha erogato mediamente per Fca 1.270 euro e per Cnh Industrial 753 euro». A partire dal primo luglio prossimo poi il contributo aziendale per la previdenza integrativa passa da quota 1,7 a quota 2,2 della paga base con un vantaggio annuale a regime per un operaio di circa 123 euro».

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