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Fca e Psa in rialzo dopo via libera alla maxi-fusione

L'accordo ricalca nelle linee principali quanto annunciato il 31 ottobre dai due gruppi. I titoli balzano in avvio di seduta dopo l'annuncio, poi rallentano il passo. Confermate le sinergie a 3,7 mld senza chiusure di impianti

di Chiara Di Cristofaro

(AFP)

2' di lettura

Reazione positiva ma senza scossoni in Borsa per i titoli Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot dopo il via libera alla fusione tra i due gruppi che ricalca nelle linee principali quanto annunciato il 31 ottobre. Fca ha aperto in rialzo dell'1,8% per poi rallentare il passo mentre Exor registra un guadagno più solido. Psa aveva aperto con un balzo di oltre il 4% ed è tornata poi a un aumento di circa un punto. L'accordo per la fusione Fca-Psa prevede «modeste variazioni rispetto alla versione iniziale del 31 ottobre», scrive Equita.

Ai soci Fca cedole per 6,6 mld complessivi
L'accordo conferma ante fusione il maxi dividendo di Fca (5,5 mld) e lo spin-off della partecipazione del 46,3% detenuta in Faurecia per Psa. Rinviato, invece, post fusione lo spin-off di Comau. Entrambe le società nel 2020 distribuiranno un dividendo di 1,1 mld contro una stima degli analisti di Equita per Fca di 1 mld. «Per Fca - scrive Equita - includendo quello straordinario si tratta di una distribuzione pari al 31% dell`attuale market cap». Lo swap ratio è a 0,574 volte. Prima del closing, Dongfeng cederà azioni a Psa (che verranno cancellate), scendendo dal 6% al 4,5% del capitale post fusione: «Riteniamo ragionevole quanto ipotizzato da fonti giornalistiche: questa mossa sarebbe stata prevista al fine di agevolare il processo di approvazione da parte delle autorità Usa», scrivono gli analisti di Equita. «Lo spread - aggiungono - resta a favore di Fca, ma bisogna tenere presente che il closing richiederà 12-15 mesi».

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Confermate le sinergie pari al 2,2% del fatturato della nuova entità
Confermate le sinergie a 3,7 mld senza chiusure di impianti, di cui l`80% da ottenere in 4 anni derivanti per il 40% da tecnologie/piattaforme in comune (2/3 dei volumi saranno prodotti su 2 piattaforme), per il 40% da acquisti (sfruttando economie di scala) e per il restante 20% da altri costi (marketing, IT, SG&A e logistica). «Confermiamo - scrivono gli esperti - la nostra idea che sia un valore ragionevole pari al 2,2% del fatturato della nuova entità». I termini dell’accordo di fusione non contemplano il doppio rischio che pende su Fca legato da un lato alla causa avviata da Gm per corruzione nei rapporti con il sindacato americano United Auto Workers e dall’altro alle contestazioni dell’Agenzia delle entrate sulla valutazione di Chrysler.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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