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Fca e Renault sotto i riflettori, si riaccende speculazione su M&A

A Piazza Affari e alla Borsa di Parigi i titoli sono in evidenza, facendo meglio del comparto auto europeo. Le indiscrezioni stampa alimentano gli acquisti e le parole di Manley contribuiscono a dare forza all'ipotesi di una ripresa delle trattative per una fusione

di Flavia Carletti


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2' di lettura

Fca e Renault sotto i riflettori alle Borse di Milano e Parigi quando continuano a rincorrersi indiscrezioni sulla possibile ripresa di una trattativa per la fusione. A Piazza Affari Fiat Chrysler Automobiles guadagna circa un punto e mezzo percentuale, quando il FTSE MIB viaggia di poco sopra la parità. Alla Borsa di Parigi, Renault mette a segno una delle migliori performance tra i titoli a maggiore capitalizzazione francese con un rialzo di quasi il tre per cento. Fca e Renault fanno meglio del comparto auto europeo che, dopo le forti vendite delle scorse sedute sulla scorta delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, oggi è poco mosso: l'indice settoriale Stoxx600 Auto guadagna circa mezzo punto percentuale, con il colosso Volkswagen che è piatto alla Borsa di Francoforte.

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Manley: «Ancora interessati»
Le speculazioni su una possibile intesa tra Fca e Renault si sono riaccese nel fine settimana, dopo la pubblicazione da parte del Wall Street Journal di alcune mail tra top manager di Renault e Nissan riguardanti la riduzione della partecipazione di Renault in Nissan (attualmente al 43,4%), condizione necessaria per rafforzare l'Alleanza tra le due società e riaprire le negoziazioni per una fusione con Fca (potenzialmente non più limitata solo a Renault). Le parole di Mike Manley, amministratore delegato di Fca, al Financial Times di ieri hanno ulteriormente contribuito a far salire l'attenzione sui titoli. Manley ha detto che il gruppo italo-statunitense è ancora «interessato a sentire» Renault, ribadendo che una fusione offrirebbe «sinergie significative». Manley ha anche aggiunto che «le condizioni industriali ci sono ancora. Qualora le circostanze dovessero cambiare, allora i sogni potrebbero avverarsi e le cose accadere», precisando però, come aveva fatto in occasione della presentazione dei conti trimestrali, che Fca ha in ogni caso «un solido futuro come azienda indipendente».

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I conti deludenti di Nissan potrebbero spingere su alleanza
Tra le mutate circostanze, potrebbero esserci i conti di Nissan del primo trimestre dell'esercizio 2019-2020 che sono stati deboli. La casa giapponese sarebbe così in una posizione di minor forza e questo potrebbe spingere su un rafforzamento dell'alleanza con il partner francese. In cambio, lo Stato francese che ha il 15,01% di Renault (e diritti di voto quasi doppi) potrebbe acconsentire a ridurre la quota che la casa d'Oltralpe detiene in Nissan. Queste mosse potrebbero spingere la casa nipponica a vedere con maggiore favore una fusione tra Fca e Renault, i cui manager hanno sempre difeso la validità di una aggregazione anche dopo che John Elkann, con una mossa a sorpresa, ha ritirato la proposta di fusione alla pari la notte tra il 5 e 6 giugno, dopo che due riunioni del cda di Renault non erano servite per dare una risposta a Fca.

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