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Fca investe 150 milioni nella ricerca

di Carmine Fotina

(Reuters)

2' di lettura

Auto e digitale sono destinati a rappresentare un binomio sempre più naturale. Non sorprende dunque che proprio sugli investimenti in chiave Industria 4.0 si concentri buona parte dei progetti di ricerca che Fca si è impegnata a realizzare firmando ieri un protocollo d’intesa al ministero dello Sviluppo economico.

In programma ci sono investimenti complessivi per 150 milioni, di cui circa 30 finanziati dal ministero con il Fondo crescita sostenibile e una decina dalle regioni coinvolte: Piemonte, Campania, Abruzzo più la Provincia autonoma di Trento.

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L’intesa riguarda in modo diretto attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale condotte da Fca e Crf (Centro Ricerche Fiat) nei siti di Orbassano (To), Torino, Pomigliano d'Arco e Trento. La Regione Abruzzo ha scelto di partecipare per le ricadute che il progetto dedicato al “veicolo connesso” potrà avere sullo sviluppo dei veicoli commerciali leggeri prodotti alla Sevel.

Il protocollo - firmato ieri dal ministro Carlo Calenda, da Alfredo Altavilla, responsabile area Emea di Fca, e dai rappresentanti delle Regioni - prevede quattro linee di progetto: sviluppo di tecnologie mirate al miglioramento dell’efficienza dei motori, nuove tecnologie per lo sviluppo delle architetture ibride, tecnologie di comunicazione per il veicolo connesso geolocalizzato, processo di sviluppo prodotto e tecnologico totalmente digitalizzato.

Fca stima ricadute positive, oltre che per i centri tecnici coinvolti nell’attività di R&S, anche nel sistema degli stabilimenti italiani che dovranno produrre i nuovi modelli e i relativi motori in base alle normative 2020.

In particolare, Fca prevede che nei siti produttivi del Piemonte, a valle del progetto di ricerca e sviluppo, successivamente al 2020, verranno realizzati autonomamente, con fondi propri dell'azienda, circa 170 milioni per investimenti non oggetto di agevolazioni.

Tornando alle linee di progetto, il piano di impresa allegato al protocollo dettaglia la parte più direttamente collegabile al concetto di Industria 4.0 nel capitolo “Veicolo connesso geolocalizzato e cybersicuro”. Si fa riferimento ad esempio alla «valutazione preliminare delle potenzialità della rete cellulare 5G (prevista a partire dal 2020) in ottica automotive» o a «soluzioni Big data per la gestione del traffico con modelli matematici, algoritmi e tecnologie per la simulazione dei trasporti». Tra gli obiettivi ci si pone la cyber-sicurezza per scongiurare attacchi ai sistemi infotelematici del veicolo e una sempre maggiore personalizzazione dell'esperienza di guida. Il focus si sposterà sempre di più sulla possibilità di sperimentare livelli di guida autonomi, con lo sviluppo di sistemi evoluti di ausilio dotati di sensoristica e di “intelligenza” per interpretare le caratteristiche dell'area di manovra e la risposta del guidatore.

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