fine di un’epoca

Fca, l'Italia non è piu un Paese per auto di massa. Basteranno Alfa Romeo e Maserati?

di Paolo Bricco


default onloading pic
(EPA)

2' di lettura

Sergio Marchionne si appresta a presentare un piano di riorganizzazione della produzione in Italia che prevede l’abbandono dei modelli di massa a favore delle vetture di gamma alta. Il piano sarà presentato il prossimo primo giugno. Lo anticipa l’agenzia Bloomberg.

Nel dettaglio, secondo quanto riportato da Bloomberg, la produzione di modelli di fascia media come Punto e Mito verrebbe di fatto abbandonata. Lo storico stabilimento di Torino a Mirafiori, in cui oggi si sforna appunto la Mito, verrebbe dedicato a un nuovo Suv della Maserati mentre a Pomigliano d'Arco (vicino Napoli) si punterebbe su un Suv della Jeep con la Panda spostata in Polonia. Anche la produzione della Punto, a Melfi, verrebbe di fatto stoppata.

Con questa mossa sull'Italia, Marchionne chiuderebbe il cerchio di una strategia che ha cambiato radicalmente la mission di Fca, nata nel 1899 e diventata poi il simbolo nel secondo Dopoguerra del boom italiano che permetteva a tutti di acquistare e usare anche un auto, appunto una Fiat. Progressivamente, soprattutto dopo l'acquisto di Jeep, Marchionne ha spostato il baricentro del gruppo sul segmento premium seguendo del resto il trend dei principali produttori europei, spingendo le vendite del marchio americano nel mondo e concentrandosi più sulle vetture ibride che sul diesel.

Fine del Novecento. L'Italia industriale del secolo scorso finisce qui. Se la anticipazione di Bloomberg verrà confermata, la scelta della Fca di abbandonare in Italia ogni produzione destinata al mass market rappresenta per il nostro Paese una cesura epocale. La Panda andrà in Polonia. E qualunque auto che non sia di alta gamma sarà prodotta fuori dall'Italia. Fine della storia. Un pezzo di storia industriale finisce qui. Con un problema serio per il futuro: Alfa Romeo e Maserati, i due marchi ad alto valore aggiunto destinati alla produzione nel nostro Paese, hanno oggi scale dimensionali ridotte non avendo mai raggiunto i livelli produttivi prospettati nel piano industriale del 2014. L'attesa per la illustrazione del prossimo piano industriale che verrà presentato a Balocco il 1 giugno si fa, a questo punto, tesa (analisi di Paolo Bricco)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...