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Fca accelera su voci possibili modifiche alleanza Nissan-Renault

Invertendo la rotta rispetto ai cali iniziali, innescati dal rallentamento delle immatricolazioni in Italia ad agosto, il gruppo trova la via dei rialzi: eventuali cambiamenti degli equilibri tra Nissan e Renault potrebbero riportare in gioco il gruppo italo-americano

di Enrico Miele

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3' di lettura

Accelera a Piazza Affari il titolo di Fiat Chrysler Automobiles che, dopo avere trascorso in calo la prima parte della seduta sulla scia dei dati sulle immatricolazioni in Italia (-16,07% in agosto), è arrivata a guadagnare anche il 3% dopo le indiscrezioni, riportate da alcuni media internazionali, su possibili modifiche dell'alleanza tra Renault e Nissan. Secondo Automotive News, che cita un'intervista di Martin Vial (guida l'agenzia che gestisce le partecipazioni statali in Francia) a una radio francese, Parigi potrebbe aprire a potenziali cambiamenti degli equilibri delle proprietà incrociate di Nissan e Renault, che fanno parte dell'alleanza a tre con la giapponese Mitsubishi, cosa che il presidente Emmanuel Macron aveva escluso a giugno. Il governo francese detiene il 15% di Renault, mentre le proprietà incrociate favoriscono la parte francese (Renault detiene il 43% di Nissan, mentre Nissan controlla il 15% della casa automobilistica francese). Inoltre, Vial non ha escluso una riduzione della quota del Governo in Renault, in modo da creare valore per lo Stato. Sebbene, come ha ribadito lo stesso Vial nei giorni scorsi, al momento non sembrano esserci nuove trattative in corso tra Fca e Renault per una possibile fusione, dopo che il primo tentativo è fallito lo scorso giugno, un eventuale cambiamento degli equilibri tra Nissan e Renault potrebbe riaprire i giochi anche con Fca.

Riflettori anche su piano Cnhi e su immatricolazioni
Le azioni avevano cominciato ad accelerare dopo la presentazione del piano di Cnh Industrial, che ha confermato la scissione del gruppo in due società indipendenti, con lo spin-off di Iveco e Ftp Industrial. Secondo gli osservatori, lo scorporo e valorizzazione di marchi è un elemento positivo per i prezzi azionari di tutta la galassia Agnelli-Elkann. Nella prima parte della seduta a frenare il titolo erano stati i dati sulle immatricolazioni in Italia, penalizzati dalla crisi politica. Il gruppo Fca, infatti, ha registrato ad agosto 2019 un calo delle immatricolazioni del 16,07% a 20.767 veicoli, contro i 24.742 dello stesso periodo dell'anno precedente. Il mese scorso la quota di mercato si è attestata al 23,3%, in calo rispetto al 26,9% di un anno prima (ma in rialzo di 1,1 punti percentuali rispetto a luglio). E come emerge dai dati diffusi dal ministero dei Trasporti, nel periodo gennaio-agosto le registrazioni di Fca sono pari a 321.721 unità (-13,02% rispetto allo stesso periodo 2018) e con una quota di mercato pari al 24,3%.

Agosto mese debole ma situazione politica non aiuta
Agosto, come ricorda Equita «tipicamente il mese più debole dell'anno» le immatricolazioni del mercato italiano sono scese del 3,1%, dato «penalizzato anche da un giorno lavorativo in meno». Fca, però, «ha nettamente sottoperformato il mercato». L’Italia, ragionano gli analisti, nel 2018 rappresentava il 35% delle immatricolazioni del gruppo Fca in Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). «Il dato di agosto – sintetizza Equita – è inferiore alla nostra stima di consegne in Emea nel 2019». Secondo un’altra primaria Sim milanese, la situazione politica incerta in Italia è una delle «principali cause della debolezza del mercato italiano, con in più il confronto difficile con agosto 2018, un mese di forte crescita delle vendite (+9% in Italia, +44% in Spagna) grazie agli sconti dei concessionari in anticipazione all’introduzione» del nuovo processo di omologazione Wltp a settembre 2018.

(Radiocor - Il Sole 24 Ore)

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