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Fca, la pandemia pesa sui conti: rosso di 1,7 miliardi nel trimestre

Nonostante l'effetto significativo del Covid-19 l' ebit adjusted è positivo. In questo scenario, assai complesso, il gruppo automobilistico guidato da Mike Manley resta convinto della grande opportunità offerta dalla fusione con Psa

di Marigia Mangano

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Il ceo di Fca, Mike Manley

Nonostante l'effetto significativo del Covid-19 l' ebit adjusted è positivo. In questo scenario, assai complesso, il gruppo automobilistico guidato da Mike Manley resta convinto della grande opportunità offerta dalla fusione con Psa


2' di lettura

L'emergenza Coronavirus pesa sui conti del primo trimestre di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), chiuso con una perdita netta di 1,7 miliardi di euro. La perdita netta adjusted è di 0,5 miliardi di euro. Nonostante l'effetto significativo del Covid-19 l' ebit adjusted è positivo. In questo scenario, assai complesso, il gruppo automobilistico guidato da Mike Manley resta convinto della grande opportunità offerta dalla fusione con Psa che, come da programmi, va avanti. In particolare Fca fa sapere nella nota del trimestre cheresta impegnata nel piano di fusione paritario conil gruppo francese. Il progetto va avanti «nonostante questa situazione inattesa e senza precedenti», provocata dalla diffusione del Covid-19. «Insieme, continuiamo a portare avanti i diversi filoni di attività finalizzati alla fusione e confermiamo l'impegno a chiudere l'operazione entro la fine del 2020 o all'inizio del 2021», si legge nel comunicato.

Tornando ai dati, il gruppo ha registrato una perdita netta di 1,694 miliardi di euro e una perdita netta adjusted di 471 milioni di euro. I ricavi netti sono scesi del 16% a 20,567 miliardi di euro. Le consegne globali complessive sono scese del 21% a 818mila unità, a causa della sospensione temporanea della produzione in tutte le regioni e la caduta della domanda a livello globale, conseguenze della crisi provocata dalla diffusione del Covid-19. L'ebit adjusted è positivo per 52 milioni di euro, grazie soprattutto alla performance del Nord America dove è stato di 548 milioni. Il free cash flow industriale è invece negativo per 5,1 miliardi di euro, con un impatto negativo del capitale di funzionamento pari a 3,5 miliardi di euro in parte dovuto alla stagionalità negativa, accentuata dagli effetti del Covid-19.

«In queste avversità senza precedenti Fca ha sempre dato priorità alla salute e alla sicurezza delle proprie persone e comunità. La pandemia ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sulle nostre attività. Ho piena fiducia che, grazie all'esperienza dei nostri leader e alla dedizione dei nostri dipendenti, saremo in grado di attraversare questa crisi emergendone ben posizionati per crescere e prosperare», ha affermato l'amministratore delegato di Fca, Mike Manley.

La liquidità disponibile di Fca alla fine del trimestre è pari a 18,6 miliardi di euro, inclusiva di una linea di credito revolving da 6,25 miliardi di euro che è stata interamente utilizzata in aprile. Inoltre, sempre nel mese di aprile, la liquidità è stata ulteriormente rafforzata con una linea di credito aggiuntiva da 3,5 miliardi di euro, attualmente inutilizzata.

«Il Gruppo - spiega Fca - continua a valutare tutte le opzioni di finanziamento e si aspetta di accedervi con tempi e modalità ragionevoli al fine di rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale e incrementare la liquidità per ottimizzare la flessibilità finanziaria».

I tempi incerti della crisi e la poca visibilità sul futuro impongono cautela. Non a caso Fca fornirà un aggiornamento sulla guidance 2020 - ritirata a causa della crisi Covid-19 - “non appena vi sia una maggiore visibilità dell'impatto complessivo della crisi”, comunica il gruppo in una nota.

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