ipotesi frode in commercio

Fca, perquisizioni Gdf in società del gruppo. L’azienda: pronti a chiarire

In condizioni reali di guida le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione

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In condizioni reali di guida le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione


1' di lettura

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino ha dato corso ad alcune perquisizioni nei confronti di società del gruppo Fca sulla ipotesi investigativa di frode in commercio di avere installato su alcuni modelli di veicoli dispositivi di controllo del motore non conformi alla regolamentazione europea, in quanto in condizioni reali di guida le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione, e non consentite. Tale attività, su decreti della Procura della Repubblica di Torino. è condotta in accordo con la Procura di Francoforte, che sta indagando per analoga ipotesi di truffa sul mercato tedesco.

Il coordinamento internazionale dell'operazione, che coinvolge anche la Svizzera, è stato possibile per la fattiva collaborazione di EuroJust.

Non è tardata ad arrivare la risposta della multinazionale. Fca conferma che in alcune sedi europee del Gruppo si sono svolti alcuni accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria nell'ambito di una rogatoria internazionale richiesta dalla magistratura tedesca. «L'Azienda si è subito messa a disposizione degli inquirenti - precisa un portavoce - e ha fornito ampia collaborazione negli accertamenti». Fca dal canto suo «sta esaminando i relativi atti per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura».

Una dichiarazione di analogo contenuto e di disponibilità a collaborare con gli inquirenti è giunta anche da Cnh.

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