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Fca-Psa, accordo per fusione alla pari: sarà il quarto gruppo mondiale. Sinergie per 3,7 miliardi

Il gruppo sarà quotato a Parigi, Milano e Wall Street. Carlos Tavares amministratore delegato, John Elkann presidente. Sede legale in Olanda. Previste sinergie per 3,7 miliardi senza chiusura di stabilimenti

di Marigia Mangano


Fca e Psa: i numeri, i marchi e i modelli dell’ipotetico mega gruppo

5' di lettura

Fca e Psa marciano spedite verso la fusione che darà vita al quarto gruppo mondiale nel settore dell'auto. I due gruppi hanno annunciato una operazione che si snoda attraverso diversi passaggi chiave. E prevede, in estrema sintesi, una fusione alla pari con la creazione di una holding olandese, la distribuzione di Comau e di una cedola da 5,5 miliardi ai soci di Fca e lo spin off da parte di Psa della controllata nella componentistica Faurecia a fronte del quale sarà poi distribuita una cedola agli azionisti della casa francese.

«Le discussioni in corso aprono la strada alla creazione di un nuovo gruppo di dimensioni e risorse globali, detenuto al 50% dagli azionisti di Groupe Psa e al 50% dagli azionisti di Fca», spiega il comunicato diffuso da Psa e Fca che osserva che l'operazione creerà il 4° costruttore automobilistico al mondo per vendite annuali (8,7 milioni di veicoli).

La società risultante dalla fusione unirebbe le competenze per far fronte alle nuove sfide nell elettrico e nella transizione tecnologica generando sinergie annuali a breve termine stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti. «Questa convergenza crea un significativo valore per tutti gli stakeholder e apre a un futuro brillante per la società risultante dalla fusione», ha dichiarato Carlo Tavares, futura guida del nuovo aggregato. Soddisfazione anche da Mike Manley, ceo di Fca: «Sono contento di avere l'opportunità di lavorare con Carlos e il suo team su questa aggregazione che ha il potenziale di cambiare il settore. Abbiamo una lunga storia di cooperazione di successo con Groupe Psa e sono convinto che, insieme a tutte le nostre persone, potremo creare una società leader nella mobilità a livello globale».

Quanto ai dettagli tecnici la nuova capogruppo con sede in Olanda sarebbe quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e continuerebbe a mantenere una importante presenza nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

Lo statuto della nuova società risultante dalla fusione dovrebbe prevedere che il sistema di loyalty voting operi in modo tale da non assegnare ad alcun azionista voti in assemblea in misura eccedente il 30% del totale voti espressi. Si prevede inoltre che non ci sia alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale maturino dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione.

È inoltre previsto un periodo di standstill di 7 anni per Exor, Bpifrance Participations SA, i cinesi di DongFeng e la famiglia Peugeot. Exor, Bpifrance Participations e la famiglia Peugeot sarebbero inoltre soggetti ad un periodo di lock-up di 3 anni in relazione alle rispettive partecipazioni. Unica eccezione, alla famiglia Peugeot sarebbe concesso di aumentare del 2,5% la propria partecipazione nella società risultante dalla fusione nei primi 3 anni successivi al closing, esclusivamente acquisendo azioni da Bpifrance Participations e DongFeng.

Prima del perfezionamento dell'operazione, Fca distribuirebbe ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, nonché la propria partecipazione in Comau. Inoltre, sempre prima del perfezionamento dell'operazione, Peugeot distribuirebbe ai propri azionisti la partecipazione del 46% detenuta in Faurecia.

L'operazione sembra dunque mirare ad agire sulle valutazioni delle due società per colmare la sottovalutazione di Fca rispetto a Psa espressa dalla Borsa. Sulla base delle capitalizzazioni pre annuncio, Fca capitalizzava 18,5 miliardi e Psa 22,5 miliardi. A questi prezzi Fca trattava 4,4 gli utili attesi contro le circa 7 volte di Psa. Il che vuol dire che Fca era a sconto del 50% circa rispetto alla casa transalpina.

Da qui la scelta di ridimensionare il valore di Borsa di Psa con lo spin off del gruppo di componentistica che si traduce in 2,7 miliardi di euro che il gruppo francese incasserà post spin off. Risorse che, a sua volta, distribuirà ai soci di Peugeot abbassando a 19,8 miliardi la capitalizzazione. Contestualmente Fca abbasserà il valore da 18,5 a 13 miliardi con la distribuzione della cedola di 5,5 miliardi, per poi vedersi riconosciuto lo stesso valore di Psa. In questo modo si creano le basi per una fusione alla pari che darà vita a una holding con sede legale in Olanda controllata al 50% dai soci di Psa e al 50% dai soci di Fca.

La governance in questo quadro prevede che il board della nuova Fca-Psa sia composto da 11 membri: cinque di Psa, cinque di Fca, più l'amministratore delegato Carlo Tavares a cui sarà affidata la guido del colosso ai nastri di partenza. La presidenza resta nelle mani di John Elkann, che con la sua Exor al pari degli altri soci del nuovo aggregato vedrà un dimezzamento della partecipazione, oggi al 29% e destinata a scendere al 14,5%.

I due gruppi automobilistici, grazie a questa integrazione, riescono a diventare forti in tre mercati su quattro: Europa, Nord America e Sud America, mentre l'Asia resta indietro.

Per la casa francese l'alleanza aprirebbe le porte al mercato americano, mentre Psa porterebbe in dotazione le piattaforme sull'elettrico e la più radicata presenza sul fronte asiatico. Fca e Psa insieme hanno venduto complessivamente lo scorso anno 8,7 milioni di auto: a tale livello sarebbero la quarta casa automobilistica al mondo, davanti a General Motors con 8,4 milioni di auto. Volkswagen ha venduto 10,8 milioni di vetture, una cifra simile a quella dell'alleanza Renault - Nissan - Mitsubishi. Toyota ne ha vendute 10,6 milioni. Fca completerebbe la gamma dei marchi francesi con l'apporto del segmento premium grazie a Jeep Ram e Alfa Romeo e luxury con Maserati.

«Abbiamo lavorato molto per garantire un reale equilibrio nella governance e nella gestione del gruppo che stiamo progettando, cercando di identificare e riconoscere in maniera adeguata i punti di forza di entrambi i partner», ha scritto John Elkann in una lettera ai dipendenti di Fca. «Queste due aziende, prese da sole, sono straordinarie; ma insieme, possiamo fare ancora di più per soddisfare l'esigenza in rapida evoluzione di prodotti innovativi e nuove soluzioni per la mobilità».

«C'è ancora molto da fare per formalizzare il progetto, ma sono già positivamente colpito dallo spirito e dall’energia che ho visto nei team di entrambe le aziende mentre lavoravano per raggiungere quella che diventerebbe un'unione di trasformazione profonda», prosegue Elkann nella lettera. «Vedo l’opportunità di creare qualcosa di davvero speciale insieme – un gruppo che riunisce le capacità, l'intelligenza e la passione di due aziende forti e di successo, attingendo il meglio da entrambe», continua il presidente di Fca, sottolineando che «il nostro obiettivo comune è quello di creare un gruppo leader nella mobilità sostenibile, in grado di cogliere le tante opportunità di una nuova era».

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