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Fca-Psa, Tavares: «Nessuna necessità di eliminare i marchi»

«Dobbiamo prepararci diluendo gli enormi costi di ricerca e sviluppo che abbiamo al momento» ha sottolineato il ceo di Psa. John Elkann: «La fusione è stata annunciata, non è stata fatta. Da annunciare a farla poi passa un periodo anche lungo»

di Monica D'Ascenzo


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2' di lettura

«Siamo entusiasti di quanto si potrà fare con Psa. Insieme potremo cogliere sfide». Il presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, ha così commentato oggi le trattative in corso fra il gruppo italo americano e la francese Psa, in un incontro con gli studenti del Politecnico di Torino organizzato nell’ambito del Festival della tecnologia. Tra le sfide del settore automotive, Elkann ha indicato la tecnologia che avrà «grande diffusione» come quella della «guida autonoma».

Nonostante l’entusiasmo, però, Elkann ha voluto esprimere cautela rispetto agli esiti del dialogo con i francesi: «La fusione è stata annunciata, non è stata fatta. Da annunciare a farla poi passa un periodo anche lungo».

L’intervista di Carlos Tavares

Dichiarazioni arrivano anche sul fronte francese. A parlare è Carlos Tavares, indicato come il ceo del nuvo gruppo di automotive nel caso dovesse andare in proto il matrimonio. «Non c’è nessuna necessità di eliminare i marchi» ha sottolineato, in un'intervista all’agenzia Afp, il ceo di Psa, riguardo alla fusione col gruppo italiano Fca.

La nuova entità diventerebbe la numero quattro al mondo contando 8,7 milioni di veicoli venduti ogni anno con i marchi Fiat, Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Dodge, DS, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot e Vauxhall. Indicando una serie di “importanti” marchi, Tavares ha riconosciuto che una delle sfide sarebbe quella di “gestire bene la loro complementarità”.

«Non vedo alcun bisogno di rimuovere i marchi perché hanno tutti la loro storia e tutta la loro forza» ha aggiunto il manager, che ha anche confermato che non è stata pianificata la chiusura di fabbriche, citando l’esempio dell’acquisizione di Opel nel 2017. «Quando abbiamo preso il controllo di Opel, la situazione era molto più critica: con Opel, stavamo uscendo da 20 anni di perdite accumulate e siamo stati in grado di recuperare il business senza chiudere un sito. Fca è un'azienda in buona salute» ha dichiarato.

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Tavares ha tuttavia sottolineato che l ’inflazione delle normative «assolutamente considerevoli» in Europa crea un «aumento dei costi» per le case automobilistiche. «I margini nel settore automobilistico sono costantemente sotto pressione e dobbiamo costantemente cercare la produttività» ha spiegato, senza rispondere specificamente su possibili tagli di posti di lavoro. «Dobbiamo prepararci diluendo gli enormi costi di ricerca e sviluppo che abbiamo al momento» ha concluso Tavares stimando in oltre «cinque miliardi di euro» gli investimenti tecnologici necessari in dieci anni.

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