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Fca-Psa, via libera dei due board alla fusione. Dongfeng verso riduzione quota

Parigi appoggia il progetto: «L’ operazione ha senso, verso campione mondiale»

di Mar.Man.


Fca e Psa: i numeri, i marchi e i modelli dell’ipotetico mega gruppo

2' di lettura

Il consiglio di Sorveglianza di Psa e, in rapida successione, il board di Fca hanno dato il via libera al progetto di fusione. Quanto basta per sigillare quel memorandum di intesa che farà partire il processo di fusione tra i due gruppi automobilistici e che porterà alla nascita del quarto gruppo mondiale del settore.

L’annuncio ufficiale è atteso per la mattina di mercoledì 18 . In questo quadro la Francia torna a mostrarsi favorevole al matrimonio tra i due gruppi: contattate dall’Ansa a Parigi, fonti del ministero francese dell’Economia sottolineano che, come già dichiarato nelle scorse settimane, «questa operazione ha senso». Per Parigi si tratta, in particolare, di «costruire un nuovo campione di statura mondiale per rispondere alle sfide della mobilità sostenibile».

In Borsa il titolo Fiat Chrysler Automobiles si sta muovendo in positivo così come Peugeot. Ma a ben vedere i rapporti tra le due capitalizzazioni si sono invertiti con il gruppo che fa capo alla famiglia Agnelli che oggi vale 21 miliardi e quello francese 19,9 miliardi. Prima dell’annuncio di fine ottobre il rapporto era inverso: Fca capitalizzava 18,5 miliardi e Psa 22,5 miliardi. Tutto questo nonostante nell’ultimo mese ci siano stati almeno due eventi che hanno trasferito un rischio maggiore su Fca non contemplato a fine ottobre: l’americana General Motors ha avviato una causa contro Fca per corruzione nei rapporti con il sindacato americano United Auto Workers e l’Agenzia delle Entrate ha contestato la valutazione di Chrysler.

Resta dunque da capire, in vista del memorandum di intesa, in che misura questi nuovi fattori saranno contemplati nei valori della fusione.Quanto al ruolo del socio cinese Dongfeng, l’unico tra gli azionisti dei due gruppi a non avere un vincolo di lock up, come riportato da Bloomberg dovrebbe vendere una parte dell’attuale partecipazione in Psa, pari al 12%.

In particolare l’intesa presentata un mese fa si snoda attraverso diversi passaggi. Tra questi, la creazione di una holding olandese, lo spin off di Comau (società controllata e specializzata in robot di saldatura) e la distribuzione di una cedola da 5,5 miliardi e lo spin off da parte di Psa della controllata Faurecia (componentistica) a fronte del quale sarà poi distribuita una cedola da 2,7 miliardi agli azionisti della casa francese. La nuova capogruppo con sede in Olanda sarebbe quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e sarebbe a capo di una società, quella risultante dalla fusione, che unirebbe le competenze per far fronte alle nuove sfide dell’elettrificazione e della transizione verso la guida autonoma generando sinergie annuali stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti. A guidare il nuovo “aggregato” sarà il ceo di Psa, Carlo Tavares, mentre la presidenza sarà presieduta da John Elkann.

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