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Fca-Psa, tutti i vantaggi di una fusione planetaria tra piattaforme e tecnologie condivise

Le nozze tra Psa ed Fca possono generare benefici reciproci per ampiezza dell'offerta, numero dei brand schierati e copertura geografica. Ecco perché le due case automobilistiche potrebbero aver bisogno l’una dell’altra per restare competitive

di Mario Cianflone


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3' di lettura

A volte ritornano. Fca ha ripreso a flirtare con il gruppo francese Psa. Dopo le indiscrezioni su contatti in corso tra i due gruppo, da parte dei due gruppi è giunta una nota ufficiale che conferma le trattative in corso.

«A seguito di recenti notizie in merito ad una possibile operazione strategica tra Groupe PSA e il Gruppo FCA, Fiat Chrysler Automobiles conferma che sono in corso discussioni intese a creare un Gruppo tra i leader mondiali della mobilità. FCA non ha al momento altro da aggiungere», recita la nota del gruppo italo-americano, seguita pochi minuti dopo da una analoga della casa francese.

Obiettivo: uno dei leader mondiali della mobilità
Insomma i contatti tra Psa e Fca ci sono e ritorna il sogno di Sergio Marchionne: una integrazione con Peugeot e anche con Opel, visto che la casa tedesca del lampo fa parte del gigante transalpino. Nel comunicato si parla espressamente di «settore mobilità» lasciando chiaramente intendere che i gruppi pensano non solo all'hardware (auto) ma anche al software, cioè i servizi di mobility sempre più importanti nel business dell'automotive .

Dopo l'estate calda di Fca sotto il segno di Renault si prospetta ora un autunno / inverno decisamente caldo. Un'eventuale fusione tra Psa ed Fca,, può generare grandi vantaggi, magari non ampi come quelli che si potevano creare dall'integrazione con Renault o con Hyundai, ma sicuramente interessanti per ampiezza dell'offerta, numero dei brand schierati e copertura geografica.

Psa infatti schiera marchi come Peugeot, Citroën, Ds e Opel con una forte rilevanza soprattutto nel mercato europeo mentre Fca dispone di brand di area sport premium come Maserati e Alfa Romeo, marchi regionali come Fiat e un nome di grande peso mondiale come Jeep che sta crescendo a due cifre trainato dal boom dei suv.

Gli obiettivi reciproci di Psa e Fca
Psa, come ha dichiarato più volte il Ceo Carlos Tavares, punta a portare Peugeot negli Usa dove il gruppo è inesistente, mentre Fca è una superpotenza con Jeep e con Ram, lo specialista dei pick-up che dominano il mercato nord-americano e spopolano in molte aree.

Fca, integrandosi con il gruppo transalpino (che peraltro ha salvato Opel dal fallimento) potrebbe porre fine al suo principale problema: l'assenza di piattaforme modulari (per costruire modelli diversi per taglia, brand e tipologia) e predisposte per l'elettrificazione, cioè per le auto elettriche ed ibride. Psa infatti dispone di architetture modernissime come la Cmp per le vetture compatte, tipo le gemelle Peugeot 208 e Opel Corsa prodotte anche in versione full electric grazie alla variante eCmp. Ma nella banca organi e piattaforme di Psa ci sono architetture come la Emp2 per auto medi0/grandi e Suv di ogni taglia che tecnologicamente rivaleggiano con la madre di tutte le piattaforme modulari cioè la Mqb di Volkswagen.

Una nuova linfa per Fca?
Insomma si tratta di soluzioni che darebbero linfa a Fca che da parte sua sta da tempo cucinando automobili usando quel poco che ha nella credenza come la non moderna piattaforma Small Wide che tiene in piedi gran parte dei modelli del gruppo. Inoltre se Fca è forte in America, Psa è radicata in Cina e in mercati extra europei.

E la sovrapposizione dei modelli? Ormai è un falso problema, che appartiene a un'antica logica monobrand. Ora, grazie alle piattaforme modulari che permettono di costruire auto diverse in massima sinergia industriale, la differenza la fanno posizionamento e marketing. Peugeot si sovrappone con Opel ma questo non crea difficoltà, anzi, permette di dividere i costi alti di sviluppo di auto elettrificate, connesse ed automatizzate. Il gruppo Volkswagen ha molti marchi e modelli sovrapposti e continua a correre. Fca e Psa avrebbero vantaggi reciproci perché quello che conta nell'industria automobilistica attuale e la capacità di abbattere il peso degli investimenti necessari alla transizione tecnologica ed energetica.

Ad una prima analisi entrambi i gruppi andrebbero a riempire importanti caselle vuote della propria offerta, a partire da Psa che finalmente potrebbe contare sulla fascia premium grazie ad Alfa Romeo e ancora più alto con Maserati capace, se forte finanziariamente, di competere ad armi pari con le rivali tedesche.

Dall'altra parte Fca ha bisogno di un partner forte, dotato di piattaforme modulari su cui realizzare il lungo elenco di modelli annunciati dall'ultimo piano industriale. Altro punto fondamentale arriverebbe dalla produzione complessiva, che posizionerebbe la nuova realtà italo-franco-americana in quarta posizione nella classifica generale con quasi 9 milioni di veicoli prodotti annualmente posizionandosi dietro all'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.

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