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Fca rafforza l’alleanza con Google

di Andrea Biondi

(AP)

3' di lettura

Un’altra, importante, mossa per avvicinare all’operatività l’auto senza guidatore. Un passo in avanti dettato dall’annuncio di un’operazione che vede protagonisti Fca e Waymo. È la terza volta che il produttore di auto guidato da Sergio Marchionne e la controllata di Google specializzata nella tecnologia per auto a guida autonoma si stringono la mano, nell’ambito di un progetto da cui traspare tutto il fil rouge di una industry che si snoda attorno alla tendenza, sempre più in voga fra costruttori di auto e aziende hi-tech, di fare squadra.

In questo quadro va letto l’annuncio dell’accordo fra Fiat Chrysler Automobiles e Waymo per fornire alla controllata di Alphabet «migliaia» di minivan Chrysler Pacifica. La consegna è prevista per fine 2018 con l’obiettivo di «sostenere il lancio del primo servizio di ride-hailing al mondo senza conducente».

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Quella fra Fca e Waymo è la terza tappa di un percorso che ha portato nel 2016 alla consegna dei primi 100 minivan e lo scorso anno a bissare con altre 500 vetture. «La nostra partnership con Waymo continua a crescere e a rafforzarsi; questo dimostra il nostro impegno per questa tecnologia», ha commentato il ceo di Fca Sergio Marchionne in una nota. «Con la prima flotta di auto completamente autonome in strada ci stiamo spostando dalla fase di ricerca e sviluppo a quella operativa» ha poi spiegato John Krafcik, ceo di Waymo.

Le due aziende non hanno comunicato con precisione il numero di veicoli, né il valore dell’operazione. Si parla genericamente di «migliaia di veicoli» e la cosa che si può annotare è che in media il costo dei minivan Chrysler Pacifica si aggira sui 40mila dollari.

Insomma, un impegno corposo per il lancio del servizio di taxi senza guidatore che Waymo punta ad avviare a cominciare da Phoenix, in Arizona. Da lì poi l’espansione in lungo e largo per gli States dove l’ex divisione di Google, poi scorporata, ha già condotto test in 25 città. Le prove su strada, nello specifico, sono partite a novembre.

Tutti indizi di come le auto a guida autonoma stiano avvicinandosi all’approdo, concreto e massivo, sul mercato. La presentazione del piano industriale di Fca, prevista per il prossimo 1 giugno, con ogni probabilità alzerà maggiormente il velo sulle strategie di Fca in questo segmento. Di certo l’accordo fra il big della Silicon Valley e la casa automobilistica – che ha archiviato il 2017 con un utile netto a un soffio dal raddoppio e ha aperto ufficialmente il dossier Magneti Marelli che sarà discusso dal prossimo consiglio di amministrazione – come risultato porta in sé l’aumento della pressione sulle rivali, da Uber a General Motors (soprattutto) ma anche Ford e Volkswagen su un segmento specifico, quello delle vetture a guida autonoma, nel quale Fca ha deciso di giocare più di una carta. Lo dimostra anche l’ingresso nel consorzio tecnologico di Bmw, Intel e della controllata Mobileye per lo sviluppo di una piattaforma leader a livello mondiale. Dall’altra parte per la società guidata da Marchionne quella rafforzata ieri è una partnership che, seppur non esclusiva, è pur sempre frutto di un’intesa con uno dei colossi mondiali della Silicon Valley, fra i pionieri delle auto senza guidatore a partire dal progetto Google Driverless Car.

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