il risiko dell’auto

Fca-Renault, il crollo dei profitti di Nissan accelera la trattativa

La determinazione del presidente transalpino Senard e il trimestre nero dei giapponesi alla base dei nuovi colloqui. Al lavoro per cambiare gli incroci azionari tra i due costruttori

di Marigia Mangano


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3' di lettura

Il crollo degli utili Nissan è stato l’elemento chiave. Il fattore scatenante che, dopo settimane di contatti fugaci, ha dato nuovo slancio al tavolo negoziale tra Fca, Renault e Nissan per riprendere il filo della trattativa bruscamente interrotta il giugno scorso. E le mail, di cui ieri il Wall Street Journal ha dato conto, tra i dirigenti della casa nipponica e del gruppo francese per ridiscutere i termini della loro alleanza globale sono la prova che l’intesa con Fiat Chrysler è ancora l’obiettivo a cui si punta e confermano le anticipazioni del Sole 24 Ore del 16 giugno. La base di partenza, su cui si sarebbe riaperto il dialogo, prevede una revisione dei pesi incrociati nella partnership franco nipponica e un impegno dello Stato francese ad alleggerire progressivamente il peso (e la sua influenza) nel futuro assetto del terzo gruppo mondiale di autovetture. Tutto ruota intorno a nuovi equilibri azionari con una riduzione della quota del 43,4% detenuta da Renault in Nissan, che a sua volta detiene il 15% della casa francese senza diritto di voto. Una modifica delle partecipazioni incrociate, con il via libera del Governo francese, socio di Renault con il 15%, rappresenta il nodo su cui ormai da mesi si stanno concentrando i contatti tra Fca, Renault e Nissan.

I TRE GRUPPI A CONFRONTO

(Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Bloomberg)

I TRE GRUPPI A CONFRONTO

Il tutto per poter riportare d’attualità e questa volta in forma più allargata il progetto di fusione Fca Renault tramontato agli inizi di giugno a a causa delle pressioni del Governo francese. Al momento ancora non è chiaro in che tempi e in quali termini potrà essere ridefinito il nuovo piano di fusione allo studio. Fonti autorevoli vicine alla trattativa hanno riferito a Il Sole 24 Ore che sarebbero stati due gli eventi che hanno contribuito a ricostruire una base di dialogo tra Torino e Parigi.

Il primo risale allo scorso 12 giugno, quando si è tenuta l’assemblea di Renault. E vede come protagonista Dominique Senard, presidente del gruppo transalpino. In quell’occasione il manager, che nel corso dell’avvio dei negoziati con Fca si era fatto garante di due snodi cruciali, ossia dell’appoggio del Governo francese e dell’impossibilità da parte di Nissan di porre alcun veto, con l’aumentare delle pressioni pubbliche e la discesa in campo del partner nipponico, ha voluto mandare un messaggio netto che diversi osservatori hanno interpretato come una sorta di ultimatum a Le Maire e Macron: sfiducia immediata o mandato a dar vita a un progetto che lui stesso ha definito “eccezionale”. Cioè la fusione con Fca, per l’appunto.

Il Governo sembra aver così scelto la seconda opzione, dando, con la conferma della fiducia, un evidente mandato a Senard a riaprire il dossier italo americano.

Il secondo evento che avrebbe contribuito all’avvio di un tavolo concreto tra John Elkann, presidente di Fca, e lo stesso Senard, risale appunto alla scorsa settimana quando Nissan ha reso noto i risultati del semestre. C’era grande attesa a Parigi così come a Torino sui dati che Nissan avrebbe comunicato perché ci si aspettava un quadro non particolarmente incoraggiante. Aspettative che si sono poi puntualmente verificate con un drastico calo degli utili comunicato dalla casa giapponese: un crollo del 95% dei profitti netti nel primo trimestre a 6,4 miliardi di yen (54 milioni di euro), a causa della forte discesa delle vendite soprattutto negli Usa e in Europa.

È evidente, raccontano fonti vicine al negoziato, che questo dato ha modificato in modo sensibile la posizione di Nissan, ora più debole rispetto a due mesi fa, insieme a quella del suo ceo Hiroko Saikawa, uno dei protagonisti del fallimento del precedente piano di fusione Fca Renault, e la cui permanenza a capo di Nissan è oggi messa in seria discussione da qualcuno. Che sia un Hiroko Saikawa più debole o un cambio di interlocutore al vertice del gruppo nipponico, il risultato non cambia: il quadro che si sta delineando sembra giocare improvvisamente a favore del progetto che si sta discutendo ormai da tempo tra Elkann e Senard.

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