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Fca richiama 900mila auto negli Usa dopo i test sulle emissioni

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Accordo Fca in Usa sul diesel, paga 800 milioni dlr

4' di lettura

NEW YORK - Fiat Chrysler Automobilesdisposto un richiamo di 862.520 veicoli negli Stati Uniti per mancato rispetto delle normative sulle emissioni. La decisione segue un test sulle emissioni condotti dall'Epa, l'Agenzia per la protezione ambientale americana e dall'azienda stessa come richiesto dalla legge. A dare l'annuncio è stata la stessa Epa che «dà il benvenuto all'azione di Fiat Chrysler di richiamare volontariamente i suoi veicoli che non rispettano gli standard sulle emissioni Usa». Fca da parte sua ha fatto sapere che in relazione alle nuove norme sulle emissioni ha segnalato all'Agenzia americana il problema con la disponibilità a risolverlo.

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Nel comunicato Andrew Wheeler, della Epa, ha aggiunto: «Forniremo assistenza ai consumatori coinvolti nel richiamo e continueremo a garantire che i produttori di auto rispettino le leggi della nostra nazione pensate per proteggere la salute e l'ambiente». L'agenzia Usa continuerà a indagare su altri veicoli Fca che potrebbero essere potenzialmente fuori norma e che potrebbero diventare oggetto di richiami futuri.

I proprietari delle vetture oggetto di richiamo riceveranno da Fca un avviso non appena la componentistica necessaria sarà disponibile. A quel punto potranno portare i veicoli dai concessionari indicati per essere riparati. Nel frattempo, i veicoli stessi possono essere usati. Alla luce della quantità di vetture coinvolte, i richiami si svolgeranno nel corso del 2019 a cominciare da quelle più vecchie.

Il richiamo riguarda i modelli: Dodge Journey (dal 2011 al 2016), Chrysler 200 (2011-2014), Dodge Avenger (2011-2012) Dodge Caliber e i Suv a marchio Jeep, modelli Compass e Patriot (dal 2011 al 2016). La notizia è arrivata a mercati aperti: al Nyse il titolo Fca era arrivato a cedere l'1,3% a 14,19 dollari; ora perde lo 0,7% a 14.38 dollari. Da inizio anno il titolo è salito dello 0,6% e negli ultimi 12 mesi ha ceduto il 31%. A Milano il titolo Fca a un'ora dalla chiusura perde l’1,3 per cento.

Il richiamo volontario delle auto di Fca è il capitolo finale della vicenda delle emissioni per la casa italo americana. Fa seguito all’accordo extragiudiziale raggiunto da Fiat Chrysler Automobiles e il Dipartimento alla giustizia americano a gennaio scorso. Con il quale la società ha accettato di pagare circa 650 milioni di dollari per chiudere il contenzioso sulle emissioni e archiviare tutte le accuse di aver utilizzato una centralina con un software illegale sui veicoli diesel capace di alterare i risultati dei test.

L'inchiesta federale era stata avviata nel 2017 dopo i rilevi dell’Epa, l'agenzia per la protezione ambientale che aveva trovato centraline “truccate” sui motori diesel di Fca venduti negli Usa. Fca ha più volte negato le accuse mosse nei suoi confronti. Il patteggiamento extragiudiziale tra Fca e DoJ include la non ammissione di colpevolezza per la casa automobilistica e la cancellazione di tutti gli addebiti dell'Epa.

Più in particolare, Fiat Chrysler ha accettato di pagare multe per 305 milioni di dollari al governo federale e allo Stato della California, che a sua volta aveva avviato una causa. Ma l’inchiesta del Dipartimento alla giustizia ha comportato solo il richiamo di 104mila veicoli Ram 1500 e Jeep Grand Cherokee prodotti nel 2014, 2015 e 2016 con motori diesel a tre litri venduti solo negli Stati Uniti per installare i nuovi software. Oltre alla riparazione Fiat Chrysler pagherà a ogni proprietario delle auto interessate tra 2.500 e 2.800 dollari di compensazioni, per un totale di circa 280 milioni di dollari. Si farà carico in ultimo di altre sanzioni per chiudere le inchieste aperte in vari Stati sulla medesima vicenda.

L'ammontare delle sanzioni di Fca è stato tutto sommato limitato, considerando i 25 miliardi di multe pagati da Volkswagen per uscire dal Dieselgate. L'atteggiamento più bonario da parte degli inquirenti americani sarebbe legato alla minore diffusione del problema rispetto alla casa tedesca. Il richiamo delle auto da parte di Fca annunciato dall'Epa riguarda altri modelli ed è emerso da controlli di routine.

In Nord America Fiat Chrysler continua a crescere, nonostante il momento difficile generale per il settore auto a causa delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Determinante per il rilancio la decisione di Sergio Marchionne nel 2015 di concentrarsi sul mercato Usa soprattutto su truck e suv, lasciando da parte i modelli più piccoli: nel 2018 le vendite sono salite del 9%, contro una crescita media globale dell'1% circa. Fiat Chrysler tra l'altro ha appena annunciato che investirà 4,5 miliardi di dollari in cinque stabilimenti in Michigan, più un nuovo stabilimento che realizzerà nell'area metropolitana di Detroit. Con 6.500 assunzioni previste a regime. Per aumentare la capacità produttiva e soddisfare la domanda di veicoli dei marchi Jeep e Ram, inclusa la produzione di due nuovi modelli Jeep, in segmenti in cui il brand non è presente, oltreché di nuovi modelli elettrici e ibridi.

Gli investimenti totali impegnati da Fca dal 2009 a oggi negli Stati Uniti salgono a quasi 14,5 miliardi di dollari, con la creazione di quasi 30mila posti di lavoro.
Le autorità americane hanno intensificato i controlli sulle auto diesel dopo lo scandalo di Volkswagen, che nel 2015 ammise di aver truccato 11 milioni di auto nel mondo per superare i test sulle emissioni diesel. Volkswagen ha pagato 25 miliardi di dollari negli Stati Uniti per risolvere le rivendicazioni di proprietari di auto, autorità di regolamentazione, stati e concessionari. La casa automobilistica tedesca si è inoltre dichiarata colpevole di aver cospirato per frodare le autorità di regolamentazione, di aver ostacolato la giustizia e di aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti. Ma nonostante tutto il peso del contenzioso dello scandalo diesel in pochi anni è riuscita a ripartire e a ritornare ai primi posti nella classifica per auto vendute nel mondo.

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