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Fca rimanda la riapertura di Pomigliano: «Non ci sono le condizioni di mercato»

Ancora fermo lo stabilimento dove nascono le Fiat Panda mentre a Torino cresce la richiesta di cassa integrazione ordinaria per i prossimi mesi

di Filomena Greco

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(ANSA)

Ancora fermo lo stabilimento dove nascono le Fiat Panda mentre a Torino cresce la richiesta di cassa integrazione ordinaria per i prossimi mesi


2' di lettura

Un mercato dell’auto che fa fatica a rialzarsi. E così le fabbriche italiane dove si producono auto prendono tempo in attesa di tempi migliori. È quello che sta succedendo a Pomigliano, dove si producono le Fiat Panda, le auto più vendute in Italia. Fca ha comunicato ai sindacati che la riapertura dello stabilimento, fissata per l’8 giugno, in realtà sarà rimandata a data da destinarsi.

Cresce dunque l’allarme tra i rappresentanti dei lavoratori sugli effetti a medio e lungo periodo della crisi da Covid-19 che ha azzoppato il mercato dell’auto e che ha ricadute pesanti sulla produzione industriale. Il mercato, come la stessa Fiat Chrysler rileva, ha fatto segnare perdite del 90% tra marzo e aprile e del 50% il mese mese. Non ci sarebbero, dunque, le condizioni per far ripartire tutti gli stabilimenti.

Per Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl, «il ritardo della ripartenza della Panda conferma la crisi del settore: sostenere la transizione all’elettrico e, nell’immediato, rinnovare il parco auto italiano sono misure da implementare immediatamente». Anche la segreteria nazionale della Fiom ribadisce con Michele De Palma che non sia più rinviabile un confronto sul settore e annuncia l’invio di un documento con una serie di proposte per il Governo.

La situazione, come emerso sin dalle settimane scorse, è a macchia di leopardo: i primi a rientrare a lavoro sono stati gli addetti di Melfi che lavorano ai modelli ibridi di Jeep, insieme al gruppo di Mirafiori che sta andando avanti sulla Fiat 500 elettrica e agli addetti della Sevel, fabbrica dove si producono i Ducato, compresa la nuova versione elettrica. Ha riaperto per qualche giorno anche Cassino (Alfa Romeo) e la linea della Maserati Levante, sempre a Mirafiori, così come il polo di Grugliasco, dove si realizzano gli altri modelli del Tridente.

Il mondo dell’auto, e in particolare l’universo Fca, soffre un po’ in tutta Italia. Ieri la Fiom di Torino ha parlato di un momento difficile con richieste di cassa integrazione per i prossimi mesi che coinvolgono oltre 9mila addetti, accanto ai 4.500 che già hanno i contratti di solidarietà. «La situazione – sottolinea Edi Lazzi segretario della Fiom torinese – non è rosea, è importante capire come bisognerà muoversi da qui in poi e quali saranno gli effetti di questa frenata sul piano industriale di Fca in Italia. Il punto è Fca vuole accelerare sulla mobilità elettrica, con nuovi modelli e una gamma più ampia? E qual è l’impegno del Governo?».

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