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Fca rinnova gli incentivi destinati ad imprese e partite Iva

di Corrado Canali

2' di lettura

Dopo i buoni risultati dell'iniziativa Bonus Impresa che era stata lanciata al Motor Show di Bologna all'inizio di dicembre, FCA rinnova il programma di incentivazioni destinati ad imprese e partire IVA per l'acquisto di nuovi modelli dei brand del Gruppo.
Il budget passa dai dieci milioni di euro di dicembre bruciati, fra l'altro in poche ore rispetto alle programmate tre settimane, ai 20 milioni di euro di oggi, validi fino al 31 marzo, ma viste le richieste inevase e i probabili nuovi acquirenti in arrivo è possibile che anche in questo caso la cifra si possa esaurire prima del termine previsto.

L'iniziativa realizzata dal team di lavoro sotto la guida di Gianluca Italia, responsabile per FCA delle vendite di tutti i marchi del Gruppo sul mercato italiano porterà ad una crescita ulteriore dei vantaggi al momento dell'acquisto. Qualche esempio? L'incentivo per l'acquisto di una Jeep Compass passa dai 6.000 ai 7.000 euro, mentre quello per una Fiat 500 X dai 3200 euro di dicembre ai 4.000 euro di oggi. E ancora per una Stelvio si incrementa dagli 8.200 euro fino ai 9.000 euro.
“Il potenziale resta enorme – ha spiegato lo stesso Italia – al punto che le nostre vendite alla clientela professionale si sono incrementate in doppia cifra, anche se preferiamo non dare numeri più precisi per non favorire la concorrenza che, peraltro, ci ha letteralmente copiato”. Da segnalare negli acquisti incentivati un interesse crescente per le motorizzazioni ecologiche a GPL e metano considerate una vera e propria alternativa al diesel.

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“Ma almeno in Italia – ha poi aggiunto Gianluca Italia – gli acquirenti non si sono fatti condizionare dalla campagna negativa che punta a penalizzare le motorizzazioni a gasolio”. In crescita anche le vendite del Gruppo FCA sul web. “Si tratta di numeri interessanti – ha chiarito Italia – anche se ancora non spostano le nostre quote di mercato”. Sulle possibilità di estendere l'iniziativa dalla clientela professionale, Italia ha spiegato che non ce ne sarebbe bisogno.
“I privati oggi hanno vantaggi talmente interessanti che aggiungernealtri non sposterebbe le loro propensioni all'acquisto”.

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