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Fca sotto pressione in Borsa, Goldman consiglia «Sell»

La casa d'affari ritiene che la società abbia diverse sfide all'orizzonte: si dovrà confrontare con la debolezza del mercato Usa e con l'ammodernamento dei modelli. In più in futuro sono meno probabili operazioni straordinarie

di Eleonora Micheli


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2' di lettura

Giornata no per Fiat Chrysler Automobiles a Piazza Affari, dopo la raccomandazione negativa di Goldman Sachs. I titoli della casa auto segnano la performance peggiore del Ftse Mib e si poretano sui 12 euro per azione. La banca d'affari americana ha però individuato un target di prezzo ancora più basso delle attuali quotazioni e pari a 11,5 euro. Nel report uscito oggi, Goldman inizia la copertura delle azioni consigliando di vendere ('Sell').

«Vediamo limitate possibilità di un’ulteriore crescita dei profitti in Nord America. In altre aree ci sono all’orizzonte sfide non indifferenti da affrontare», hanno spiegato gli esperti della banca Usa, che dunque hanno sottolineato di avere dato una sforbiciata alle proprie previsioni che risultano essere più basse del consensus.

In futuro il Nord America rimarrà un'area chiave per il gruppo, ma considerando la pressione sui prezzi e i volumi di vendite in calo, le prospettive non sono affatto rosee. L'America Latina, inoltre, potrebbe offrire possibilità di miglioramento, ma certamente non come dieci anni fa. In Europa il gruppo deve risolvere alcune sfide relative innanzitutto all'età media dei modelli e alle emissioni nocive di gas. E dato che gli investimenti richiedono tempo, hanno argomentato gli esperti di Goldman, il rischio per Fca è un calo dei volumi di vendita.

Gli analisti ricordano che in passato la casa auto ha beneficiato di una gestione attiva che ha acceso i riflettori sulle azioni. Ad esempio, ricordano gli analisti, è stato fatto lo spin off di Ferrari o è stato manifestato interesse per General Motor. In futuro, però, ci potrebbe essere meno attivismo: anche se sarebbe auspicabile un consolidamento del settore auto, il recente stop alle trattative con Renault, nonché le indiscrezioni di stampa di un respinto approccio da parte di Psa, mettono in evidenza che esistono ostacoli contro le grandi fusioni e aggregazioni.

Per quanto riguarda gli spin-off e le potenziali opportunità di vendita, Fca ha indicato di recente che le attività non core, come quelle relative alla componentistica, potrebbero essere vendute. Tuttavia per Goldman le operazioni non sono affatto scontate visto che fuori dal perimetro di Fca, società come Comau e Teksid sono difficili da valutare. Inoltre Goldman ritiene poco probabile anche la vendita di marchi come Maserati e Alfa Romeo alla luce dei deboli volumi di vendite. Quanto a Jeep è invece ormai troppo integrata e in più rappresenta oltre il 30% dei volumi del gruppo.
Goldman si chiede se potrebbe di nuovo rinascere una trattativa con Renault, ma la strada sembra in salita. Fca, ha infine concluso la banca d'affari, potrebbe essere un target interessante per un altro gruppo con un valore di Borsa attorno a 20 miliardi. D'altra parte l'operazione si profila difficile dal momento che il Governo Usa ha già concluso che il settore auto è un comparto strategico sia per la ricerca sia per la sicurezza nazionale.

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