IL risiko NELL’AUTO

Fca sposa Renault, ecco perché il matrimonio conviene a tutti

di Corrado Canali


Fca e Renault, un accordo storico per l’industria dell’automobile

3' di lettura

Renault ed Fca, un matrimonio all'insegna di tanti interessi in comune. Ecco perché i due Gruppi hanno deciso di accelerare la tempistica per poter annunciare al più presto la fusione che renderebbe il mega Gruppo un leader mondiale nelle tecnologie elettriche, ma anche nei marchi premium, oltre che nei suv e nei pickup fino ai veicoli commerciali. Oltre a garantire una più ampia presenza a livello globale rispetto a quella che le due realtà hanno a disposizione allo stato attuale. Il tutto, come i due soggetti prossimi al matrimonio confermano, senza dovere ricorrere a chiusure di stabilimenti.

Importanti risparmi dovuti a sinergie
In termini di risparmi previsti le prime stime grazie alle sinergie che si attiverebbero sono stimate in 5 miliardi di euro per il Gruppo Fca a cui vanno poi aggiunti quelli che Renault già consegue grazie all'Alleanza con Nissan e Mitsubishi. Col risultato che le economie negli acquisti, nella ricerca e sviluppo e per la produzione di famiglie di motori in comune finiranno col migliorare il conto economico dei due Gruppi. Il portafoglio marchi, inoltre, fornirebbe una copertura completa del mercato con una presenza in tutti i segmenti chiave dai marchi di lusso e premium come Maserati e Alfa Romeo, Dacia e Lada e includerebbe Fiat, Renault, Jeep e Ram così come i veicoli commerciali.

GUARDA IL VIDEO / Fca annuncia proposta di fusione con Renault. Oggi cda straordinario

Al via il supermarket delle piattaforme fra i due Gruppi
La fusione con Renault per Fca rappresenterebbe un immediato supermarket dove trovare piattaforme tradizionali, piattaforme elettriche, motori benzina e diesel, unità ibride, unità a batteria, cambi e sistemi di trazione integrale, il tutto, fra l'altro, di recente progettazione e dal costo industriale contenuto in quanto ammortizzato dai già grandi numeri di produzione. Fca potrebbe inoltre accedere ai pick-up medi di Nissan, ad una parte della gamma dei commerciali, alla presenza produttiva nell'Africa del nord e soprattutto al know how di Renault Dacia nelle auto low cost. Ma la fusione di Fca con Renault-Nissan prevede a sua volta importanti soluzioni ai problemi di Renault, primo fra tutti l'abbandono ormai consumato dopo le cessione del 50% di Smart ai cinesi di Geely dell'ex socio Daimler, che ha già annunciato lo stop all'operazione Twingo/Smart e a quella del pick-up Classe X. Così, a fronte delle forniture di piattaforme, motori e unità elettriche giapponesi e francesi dall'architettura a motore posteriore della Twingo potrebbe nascere ad esempio soluzioni anche per delle future Fiat

Il comunicato ufficiale di Fca

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Il mercato Usa sempre strategico per il futuro mega Gruppo
il nuovo partner Fca potrebbe compensare questi costi con l'accesso al network dei concessionari negli Usa, dove Renault non è presente e con la costruzione di pick-up di grandi dimensioni come il Ram da vendere con il marchio Nissan.

Veicoli commerciali di taglia piccola, media e grande, oltre che i pick-up, sarebbero dunque uno degli elementi vincenti di questa ipotetica Grande Alleanza, sia in Europa dove si schierano in forze Volkswagen e Ford, unite su questo fronte,+ e il Gruppo Psa alleato di Toyota sia nelle Americhe, senza trascurare l'Asia e tutta l'Africa. L'arrivo di Jeep all'interno del maxi Gruppo che nascerebbe dall'ormai possibile fusioni fra i due marchi allargherebbe ulteriormente le potenzialità di crescita, anche nel settore delle forniture professionali e militari, così come il know how di Alfa e Maserati potrebbe essere utilizzato da Renault-Nissan-Mitsubishi per risolvere il problema del brand di lusso Infiniti e non soltanto al momento in forte criticità.

Le forme di mobilità condivisa più accessibili con la fusione
Che il mondo delle quattro ruote stia cambiando è ormai risaputo. I player del mercato che fino ad oggi hanno costruito e consolidato i loro business quasi esclusivamente sulla produzione e sulla commercializzazione dei veicoli si trovano a dover fare i conti, tra le altre cose, con il passaggio in atto da un modello “diownership” e cioè auto di proprietà a un sempre più diffuso concetto di “usership” e cioè l'auto soltanto quando serve: soluzione come le piattaforme di ride sharing, car sharing e car pooling hanno contribuito a innescare il trend. Ci sono poi alle porte le innovazioni delle auto elettriche e delle self-driving car, senza dimenticare le tecnologie legate automotive e connetività e a sistemi di infotainment sempre più evoluti. La fusione tra FCA e Renault andrebbe a inserirsi a pieno titolo in un'ottica di sviluppo proiettata verso la mobilità di domani, grazie all'esperienza in tal senso da parte soprattutto di Nissan il partner più all'avanguardia in termini di know how, ma anche di hardware già pianificati sui futuri modelli in arrivo.

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