si dimette il responsabile emea altavilla

Fca, Trump chiama Elkann: addolorato per Marchionne

Fca: Manley al lavoro, oggi e domani riunione top manager

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È arrivata nel pomeriggio a John Elkann la telefonata del presidente degli Stati Uniti. Donald Trump ha voluto così manifestare al presidente di Fca il suo dolore per le condizioni dell’ex amministratore delegato Sergio Marchionne – ricoverato in condizioni molto gravi in un ospedale di Zurigo, in Svizzera – e per il difficile momento, umano e imprenditoriale, che stanno vivendo Elkann e tutto il gruppo automobilistico. Trump ha chiesto al presidente di Fca di trasmettere la sua vicinanza alla famiglia del manager.

La telefonata del presidente Usa è giunta nel pomeriggio di una giornata intensa per Fca, che ha registrato perdite sulle principali Borse – da Piazza Affari a Wall Street – e ha visto anche le dimissioni del responsabile Emea del gruppo, Alfredo Altavilla.

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Alfredo Altavilla, responsabile di Fca per l'area Emea, si è dimesso dal suo incarico. Lo ha ufficializzato Fca in una nota sottolineando che Altavilla «lascerà il gruppo per perseguire altri interessi professionali». Il gruppo, nel «ringraziare» il manager «per il contributo prestato, gli formula i migliori auguri per il proseguimento della sua carriera». Sarà il nuovo amministratore delegato, Mike Manley, ad assumere ad interim - con effetto immediato - la carica di chief operating officer della regione Emea. Alfredo Altavilla lavorerà con Manley fino alla fine di agosto per assicurare il proprio supporto durante la transizione. Inoltre, le attività di Business development a livello globale saranno riorganizzate a riporto di Richard Palmer, chief financial officer del gruppo e responsabile Systems and castings.

Le dimissioni di Altavilla arrivano dopo la nomina di Mike Manley, capo di Jeep e Ram, ad amministratore delegato di Fca, per sostituire Sergio Marchionne, che ha dovuto lasciare gli incarichi a causa delle gravi condizioni di salute. Altavilla, insieme a Manley e al direttore finanziario di Fca, Richard Palmer, era nella lista dei possibili candidati alla successione di Marchionne, inizialmente programmata per il prossimo anno.

Altavilla, tarantino, 55 anni, in Fiat da 20 anni e a lungo braccio destro di Marchionne, è entrato nel consiglio di amministrazione di Telecom, su proposta del fondo americano Elliott. In passato era stato indicato come possibile erede di Mauro Moretti alla guida di Finmeccanica. Altavilla ha guidato l'ufficio di rappresentanza Fiat a Pechino e la joint venture Tofas in Turchia. E' stato l'uomo della trattativa con Gm, testimone al fianco di Marchionne, a New York, del blitz grazie al quale l'ad ha chiuso con la casa di Detroit la put option portando a casa 2 miliardi di dollari. Anche nei negoziati per la conquista di Chrysler, Altavilla ha avuto un ruolo importante ed è stato uno dei protagonisti.

Manley al lavoro
Mike Manley, nuovo amministratore delegato di Fca, deve affrontare già dalle prime riunioni di oggi e domani con il top management del gruppo, una sfida non facile. Per usare le parole della stessa Fca, nella nota con cui sabato ha comunicato il passaggio di consegne al manager di origine inglese, «Manley e la squadra di management lavoreranno alla realizzazione del piano di sviluppo 2018-2022 presentato a Balocco il primo giugno scorso» proprio da Marchionne, un piano «che assicurerà a Fiat Chrysler Automobiles un futuro sempre più forte e indipendente». Un successore, Manley, che – a giudicare dalle parole di Marchionne – non ha ricevuto alcun copione e libretto delle istruzioni.

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Marchionne ovviamente contava su un passaggio di consegne in tempi diversi, non prima di aprile 2019, con l'approvazione del bilancio 2018 del gruppo automobilistico. La situazione nel frattempo è precipitata quindi Manley dovrà lavorare alla realizzazione di un piano che prevede investimenti per 45 miliardi di euro, per una spesa media annuale pari al 7% dei ricavi netti. In particolare, nel 2018 si stimano investimenti tra 7,4 e 7,9 miliardi di euro, nel 2020 circa 10 miliardi e nel 2022 circa 9 miliardi di euro. Il 30% degli investimenti complessivi nel periodo di piano sarà speso in rinnovamento dei prodotti, il 20% rispettivamente in nuovi prodotti e nell'elettrificazione, il 15%, infine, rispettivamente in infrastrutture e in powertrain.

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Inoltre, il nuoc ceo, fino a sabato scorso responsabile dei marchi Jeep e Ram, dovrà affrontare lo spin off di Magneti Marelli, annunciato da Marchionne e su cui il gruppo sta già lavorando. L'operazione dovrebbe essere fatta sulla falsariga di quella affrontata per Fiat Industrial (poi Cnh Industrial), con lo scorporo, la quotazione (senza Ipo come era stato invece per Ferrari) e la distribuzione delle azioni della nuova società agli azionisti di Fca. Resta poi da sciogliere il nodo della produzione in Italia. Marchionne a Balocco aveva assicurato che Alfa Romeo e Maserati sarebbero rimaste “made in Italy” e che avrebbero potuto trovare spazio negli stabilimenti italiani del gruppo le nuove city car elettriche della famiglia Fiat 500, non escludendo, la produzione in Italia del nuovo Suv a marchio Jeep. In questo scenario, il programma è quello di concentrare in Italia e in Europa i prodotti premium, con un progressivo disimpegno dai prodotti di massa, destinati piuttosto al Sud America.

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