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Fdi batte la Lega al Nord: ecco la mappa. Flop ovunque del M5s

Da Genova a Como il partito di Giorgia Meloni è davanti al Carroccio nel voto di lista. Il Movimento 5 stelle arretra ovunque, a partire dal Sud

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 14 giugno 2022, ore 12.45

Amministrative, chi vince e chi perde

4' di lettura

Sono state elezioni amare per il partito di Matteo Salvini. Non è bastato il flop dei referendum sulla giustizia, sponsorizzati dal Carroccio. A rendere pesante il bilancio del partito c’è il ridimensionamento sul territorio, malgrado la vittoria al primo turno di tre sindaci di centrodestra a Genova, L’Aquila e Palermo. Con il sorpasso quasi ovunque al Nord ad opera di Fratelli d’Italia. Uno smacco per chi come la Lega ha da sempre nel Nord il suo radicamento storico.

Partiamo da Genova dove Fdi è al 9,3% (nella scorsa tornata amministrativa nel 2017 era al 5,3%) contro il 6,8% del Carroccio (cinque anni fa al 13%). Stesso trend a La Spezia con il partito della Meloni al 9,8% contro il 7,9% del Carroccio. Ma se si sposta lo sguardo in Piemonte lo scenario non cambia. Ad Alessandria Fdi è primo partito della coalizione di centrodestra con il 14,8%, mentre il Carroccio si ferma all’10,5%. La Lega brinda alla vittoria al primo turno del sindaco uscente di Asti , Maurizio Rasero. Ma nel voto di lista (5,6%) è dietro Fdi (7,7%).

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Capitolo Veneto. A Verona Fdi, partito del sindaco uscente Federico Sboarina, è avanti nel voto di lista con l’11,9%. Doppiato il Carroccio al 6,6%.Sorpasso anche a Padova dove Fratelli d’Italia è all’8,3% contro il 7,3% della Lega. Anche se Salvini minimizza. E sottolinea che sono «tutti confermati i 14 sindaci uscenti del Carroccio in Veneto, dove ha guadagnato almeno 8 nuovi Comuni e si prepara al ballottaggio a Verona»

Quanto alla Lombardia Fdi è al 12,7% a Como, mentre la Lega si ferma al 6,7%. Ed è avanti anche a Monza (12%) rispetto al Carroccio (8%). Mentre a Lodi (che passa dal centrodestra al centrosinistra), resta in vantaggio la Lega (9,4% contro l’8,3% di Fdi). Ma qui il Carroccio esce con le ossa rotte per la sconfitta della sua sindaca uscente, Sara Casanova, contro il giovanissimo candidato del centrosinistra, Andrea Furegato, eletto al primo turno.

Se si scende in Emilia Romagna in trend non cambia. A Piacenza è ancora avanti Fdi (12,8%) sulla Lega (6,7%). E lo stesso a Parma dove il Carroccio è al 4% mentre Fratelli d’Italia, che ha deciso di correre da solo con un suo candidato sindaco, viaggia intorno al 7,5%. Stessa musica in Toscana. A Pistoia , Fdi è al 14,2%: più del triplo dei voti della Lega al 4,1%. Risultati simili a Lucca , con Fdi al 12,7% e il Carroccio fermo al 6,6%.

Non va meglio per la Lega al Sud. A Palermo il Carroccio (che qui si presenta come Prima l’Italia) è al 4,2%. Mentre Fdi svetta al 10,2%.

Flop del M5s quasi ovunque sotto il 5%

In questo scenario, c’è da registrare anche il cattivo risultato del M5s. Il movimento non ha presentato la lista in città importanti come Parma e Verona . In Sicilia, storico granaio di voti per il movimento, i 5 Stelle hanno presentato la lista in coalizione con il Pd solo in 3 Comuni su 120 (Palermo, Messina e Scordia in provincia di Catania). A Palermo il M5s è al 6,5% (era al 13% nel 2017). A Messina al 4,3%. A Taranto al 4,2%. A Barletta dove il Movimento correva da solo, non è andato oltre il 2,6%. M5s inchiodato al 2,8% a Catanzaro , all’1,5% a Viterbo, all’1,3% a Frosinone . E sotto l’1% a L’Aquila .

Le cose non vanno meglio al Nord. Deludente il dato di Genova (la città di Beppe Grillo) dove il M5s è al 4,4% mentre cinque anni fa, nella precedente tornata amministrativa, aveva raccolto il 18,4%. Il movimento è quasi scomparso a La Spezia (2%) dove cinque anni fa era all’8,7%. Male ad Alessandria con il 3,5% (contro il 12,2% del 2017) e ad Asti con il 3,4% (a fronte del 14,6% nella precedente tornata amministrativa). Anche a Piacenza , dove il Movimento ha tentato un esperimento di sinistra radicale, assieme a Sinistra italiana e Verdi in competizione con il Pd, il risultato è stato molto deludente: 2,1% rispetto al 9% di cinque anni fa. Il M5s è sotto il 2% a Pistoi a (1,8%), a Lodi (1,5%), a Padova (1,3%) e a Gorizia (1,2%)

«I dati non ci soddisfano», dice senza tanti giri di parole Giuseppe Conte, che però rassicura sulla tenuta dell’alleanza con i Dem: «Un’azione congiunta non può essere compromessa da questa tornata elettorale».

Youtrend: Pd prima lista

Nel complesso la lista più votata alle Comunali è il Pd con il 17,2%, davanti a Fratelli d’Italia al 10,3%, Lega al 6,7% e Fi al 4,6%. M5s, raccoglie solo il 2,1%. A registrarlo è YouTrend che evedenzia anche come la parte del leone la facciano le liste civiche: quelle di centrodestra raccolgono il 22,2%, quelle di centrosinistra il 18,7%. Nel complesso, le liste di centrodestra ottengono il 43,8% dei voti validi, contro il 41,9% ottenuto dalle liste della coalizione di centrosinistra.

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