banche centrali

Fed, il 2019 sarà l’anno delle colombe?

di Marco Valsania

(Adobe Stock)

3' di lettura

NEW YORK - Potrebbe diventare l’anno delle colombe. Il 2019 vedrà gli equilibri ai vertici della Federal Reserve mutare, con l’ago della bilancia che appare pronto a spostarsi, per quanto di poco, a favore delle “colombe”, di coloro che cioè favoriscono atteggiamenti cauti su rialzi dei tassi di interesse e accomodanti sulla crescita economica. Questo, più delle ire di Donald Trump o di suoi faccia a faccia con il chairman Jerome Powell, potrebbe spingere la Fed a ridimensionare piani per ulteriori strette di politica monetaria davanti a un'economia che dia segni di frenata e fragilità. Al momento la Fed vede ancora due strette come possibili nel 2019.

Da gennaio entreranno a rotazione tra i membri votanti del Fomc , il comitato esecutivo di politica monetaria della Banca centrale, quattro esponenti. E se uno di loro è un falco dichiarato sui tassi, la responsabile della sede di Kansas City Esther George, gli altri tre appaiono sulla carta o più disponibili a un basso costo del denaro oppure, stando all'esperienza passata, aperti a particolare e rapida flessibilità nel tener conto dei cambiamenti delle condizioni dell'economia. I nuovi volti del Fomc - tutti veterani della Fed - sono James Bullard delle sede di St. Louis, la colomba più riconoscibile, il suo collega di Boston, Eric Rosengren, e quello di Chicago Charles Evans.

Loading...

Gli ultimi due in epoca recente hanno sostenuto in realtà strategie di normalizzazione dei tassi, indicando teoricamente di essere pronti a portarli anche oltre livelli di neutralità. Ma in altri momenti hanno mostrato impegno e sensibilità a fornire stimoli e a cambiare velocemente idea al cospetto di mutate realtà. I quattro nuovi subentreranno al responsabile di Richmond Thomas Barkin, di Atlanta Raphael Bostic, di Cleveland Loretta J. Mester e di San Francisco Mary Daly, che assieme agli altri membri del Fomc secondo numerosi analisti hanno dato nel 2018 un tono più restrittivo alla politica monetaria rispetto a quello che dovrebbe aver nel 2019.

Una nota per spiegare le ragioni del cambio della guardia: ogni anno il Fomc alterna nel suo vertice con potere di voto, che al completo è formato da dodici governatori, quattro membri scelti tra undici delle dodici sedi regionali pilastro della struttura “territoriale” della Banca centrale. I quattro si aggiungono a otto esponenti permanenti (quando tutti i seggi sono occupati, dietro nomina presidenziale e conferma del Parlamento; oggi due sono vacanti). Tra gli otto seggi permanenti c'è una sede regionale, quella di New York, in riconoscimento del suo ruolo cruciale come esecutore sui mercati delle decisioni della Fed.

Un'altra, importante nota è necessaria per invitare alla cautela nel divinare le posizioni degli esponenti della Fed: si tratta di una scienza tutt'altro che esatta. A dimostrarlo sono le stesse opinioni non univoche degli analisti. Deutsche Bank, ad esempio, è problematica nel suo giudizio: al momento considera Rosengren decisamente più falco che colomba, affibbiandogli un 4 su una scala da 1 a 5 dove cinque è dato ai più favorevoli alle strette. Evans è considerato come un centrista, 3 sulla scala, e solo Bullard come una totale colomba a 1. George è un assoluto falco a quota 5. Abn Amro considera invece nell'insieme l'avvento dei nuovi membri, in particolare Evans e Rosengren, come uno sviluppo apertamente anche se modestamente favorevole a una maggior prudenza su nuove strette sui tassi. Di Evans i suoi analisti ricordano che era stato uno dei due dissenzienti dal rialzo dei tassi nel dicembre 2017. Bank of America Merrill Lynch a sua volta vede Evans nei panni di una colomba moderata e ipotizza un vantaggio delle colombe nel 2019. Mickey Levy di Berenberg vede sia Evans che Rosengren sfoggiare piume ben più da colombe che da falchi l’anno prossimo. Bullard, new entry e dichiarata colomba, è inoltre considerato particolarmente autorevole per le sue credenziali accademiche (è stato riconosciuto tra gli economisti americani più influenti).

Un'incognita, che potrebbe però favorire le colombe, è inoltre rappresentata dall’eventuale nomina di nuovi candidati da parte di Trump per i due seggi oggi vacanti nel board della Fed. Trump aveva effettuato le due nomine nei mesi scorsi, in un clima meno teso in politica monetaria, ma il Senato non le ha confermate, dando nel nuovo anno al presidente l’opportunità di ricalibrare le scelte.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti