ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure per l’economiaUsa

Fed: 2.300 miliardi di prestiti per aziende ed enti locali

Prestiti ulteriori per sostenere le Pmi, gli stati, le contee e i comuni. Si tratta della decima decisione di emergenza della banca centrale

di Riccardo Barlaam

Prestiti ulteriori per sostenere le Pmi, gli stati, le contee e i comuni. Si tratta della decima decisione di emergenza della banca centrale


4' di lettura

«L’economia americana peggiora con una velocità allarmante», ha avvertito il governatore Jerome Powell. La stessa con cui si diffonde il virus. Per questo la Fed ha lanciato un nuovo round di prestiti per aziende ed enti locali. Si tratta della decima decisione d’emergenza da marzo. Un pacchetto che porta a 2.300 miliardi di dollari la dote complessiva della banca centrale per far ripartire l'economia dopo il blocco causato dal coronavirus. Misure straordinarie, mai messe in campo. Per la prima volta nei suoi 106 anni di storia la banca centrale Usa si è spinta a offrire sostegno diretto alle aziende, alle famiglie, ai consumatori, alle città e agli stati.

«La Fed continuerà ad usare tutti i poteri a sua disposizione con forza, e in modo aggressivo fino a quando non saremo sicuri di aver intrapreso una solida strada verso la ripresa» ha spiegato Powell parlando in un webcast alla Brookings Institution, subito dopo l'annuncio delle misure. Il governatore ha stressato il concetto che «si tratta di prestiti straordinari e non di spesa straordinaria».

L’annuncio della Fed ha relegato in secondo piano i pessimi dati sulle richieste di disoccupazione presentate nell'ultima settimana: 6,65 milioni di disoccupati in sette giorni, vicino al record di 6,86, molto peggio dei 5,5 milioni attesi dagli economisti nel panel di Bloomberg: nelle ultime tre settimane i disoccupati negli Usa sono saliti a 16,7 milioni.

Il nuovo intervento della banca centrale, in particolare, prevede 600 miliardi di dollari di prestiti attraverso il “Main Street Lending Fund” destinati alle grandi società, come le catene di retail o le aziende manifatturiere, con oltre 10mila dipendenti e almeno 2,5 miliardi di ricavi. Potranno chiedere prestiti agevolati quadriennali da 1 a 150 milioni. I prestiti verranno concessi dalle banche, che manterranno un 5% dei debiti, mentre venderanno il resto dell'esposizione al fondo della Fed, per non appesantirsi di sofferenze.

Ampliati i due programmi di acquisto di obbligazioni societarie sul mercato primario e secondarioe sul suo cosiddetto Term Loan Facility Backed Securities Facility, o TALF, fino al 30 settembre. Si prevedono linee di credito fino a 850 miliardi. Potranno beneficiare dell’aiuto della Fed anche le società che hanno junk bond, obbligazioni spazzatura declassate al di sotto dell'investment grade dopo il 22 marzo, con rating fino a BB-. Così come saranno negoziati gli Etf, fondi ad alto rendimento costruiti su obbligazioni ma negoziati come azioni. La Fed accetterà i collaterali, obbligazioni garantite su mutui commerciali e prestiti a leva concessi a società già profondamente indebitate. La banca centrale non esclude che questi programmi possano essere ulteriormente ampliati in futuro.

L’altra azione messa in campo dalla Fed prevede prestiti per i 50 stati americani, il District of Columbia e le città con oltre un milione di abitanti (Municipal Liquidity Facility): la banca centrale acquisterà oltre 500 miliardi di debiti locali a breve, direttamente dagli enti locali. Iniziativa che servirà a evitare l’incubo del default per i bilanci in rosso degli enti locali, in prima linea nella spesa per arginare l’emergenza.

La Fed in ultimo garantirà il Paycheck Protection Program, i prestiti agevolati concessi dalle banche americane alle piccole e medie aziende con meno di 500 dipendenti, anche straniere, domiciliate negli Usa, con il 75% a fondo perduto per chi mantiene la forza lavoro o assume. Il plafond di 349 miliardi è già esaurito, ma verrà rifinanziato dal Congresso. Gli operatori lamentano il caos procedurale. Il Tesoro continua ad aggiornare il sito e ha modificato le guidance per tentare di semplificare le applications. Le banche sono state travolte da 400mila domande presentate in cinque giorni. Molte altre ne arriveranno considerando i 30 milioni di piccole imprese negli Stati Uniti. JP Morgan per questo motivo ha annunciato che nelle prossime settimane concentrerà le attività retail solo sullo smaltimento di queste pratiche. Molti prevedono ritardi nelle erogazioni. Lo stesso Donald Trump ha ammesso che ci sono stati dei «problemi nell’avvio del programma da sistemare».

La Fed oltre ad avere abbassato i tassi monetari a zero, si era già impegnata con un nuovo programma di Quantitative Easing, in un primo momento fissato a 700 miliardi di dollari e successivamente esteso senza limiti, che prevede acquisti di titoli di stato e obbligazioni societarie garantite da mutui.

Le ultime mosse della Fed inoltre vanno ad aggiungersi all'allargamento delle linee swap con le altre banche centrali, per facilitare gli scambi in dollari sui mercati internazionali. Con un programma di acquisti settimanali di 375 miliardi di T-Bond (75 miliardi al giorno) e 250 miliardi di obbligazioni societarie garantite da mutui (50 miliardi al giorno).

La banca centrale Usa aveva poi rilanciato una serie di misure già utilizzate durante la crisi dei mutui per farsi carico dei debiti dei consumatori: il Term Asset-Backed Securities Loan Facility (Talf), in aiuto dei mutui sui debiti degli studenti, sulle auto e sui debiti delle carte di credito.

Intanto il Tesoro americano ha inviato i primi assegni alle famiglie, previsti dal pacchetto di aiuti federali Cares Act da 2.200 miliardi approvato a fine marzo. Tutti gli adulti residenti negli Stati Uniti, con un Social Security Number, un reddito lordo annuo fino a 75mila dollari, e che pagano le tasse con i dati bancari forniti direttamente all'Internal Revenue Service (Irs), l'agenzia di riscossione del Tesoro, a partire dal 13 aprile riceveranno direttamente sul conto corrente 1.200 dollari; 500 dollari andranno invece ai bambini. Dollari extra che serviranno per pagare l'affitto, la spesa e le bollette nelle prossime settimane. Secondo le stime riceveranno l'assegno tra i 50 e i 60 milioni di persone. Gli altri cittadini, quelli che pagano le tasse con gli assegni bancari (di solito meno abbienti o a maggiore precarietà) rischiano di ricevere l'aiuto del governo solo a luglio.
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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