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Fed: un attacco informatico può devastare il sistema finanziario

A rischio di contagio, davanti alla paralisi di un grande istituto, il 38% della rete dei pagamenti e un valore pari a 2,5 volte il Pil quotidiano Usa

di Marco Valsania

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(AFP)

A rischio di contagio, davanti alla paralisi di un grande istituto, il 38% della rete dei pagamenti e un valore pari a 2,5 volte il Pil quotidiano Usa


2' di lettura

NEW YORK - Un ciber-attacco potrebbe mettere in ginocchio il sistema finanziario degli Stati Uniti. Nonostante le crescenti misure precauzionali e di sicurezza, nonostante la salute vantata dalle grandi banche e evidenziata da bilanci ultra-redditizi, i ricercatori della Federal Reserve hanno concluso che un sofisticato ma tutt'altro che impossibile assalto informatico potrebbe avere conseguenze drammatiche: un'analisi dal significativo titolo di “Pre-mortem analysis”, Analisi pre-decesso, mostra che la paralisi di una sola delle cinque principali banche oggi protagoniste del gigantesco sistema di pagamenti statunitense contagerebbe, in media, ben il 38% dell'intera rete.

La probabile e quasi dovuta reazione delle banche a simili debacle - un blocco della liquidità davanti all’incertezza e alle tensioni - moltiplicherebbe i problemi. Ad essere colpito , calcolano gli analisti della Fed, sarebbe un valore pari a 2,5 volte il Pil quotidiano del Paese. L'impatto, insomma, sarebbe paragonabile a un furioso e veloce assalto agli sportelli, con gli istituti che rispondono a colpi di serrate e con successive ondate di panico. Un panico tale da far impallidire le “micce” delle grandi crisi del passato, collasso di Lehman compreso.

Non è finita. Neppure una paralisi di istituti più piccoli, che abbiano cioè meno di dieci miliardi di dollari di asset, sarebbe una passeggiata per l’infrastruttura finanziaria americana. Basterebbe comunque, nelle stime, a ostacolare seriamente buona parte del sistema.

Il documento - preparato dallo staff della sede di New York della Banca centrale, specializzata nei rapporti con i mercati - rappresenta «un modello di come un ciber-attacco potrebbe essere amplificato attraverso il sistema finanziario statunitense, con focus sul network dei pagamenti all'ingrosso». È stato pubblicato questa settimana sul sito della Fed newyorchese con l’avvertimento che si tratta di una analisi “preliminare” dedicata a stimolare la discussione su un rischio reale.

L’elevato valore del sistema di pagamenti e regolamentazione ne può fare un candidato naturale per un assalto

Il meccanismo di trasmissione dello shock, agli occhi degli esperti della Fed, sarebbe diretto, rapido e devastante: se l’integrità di sistemi bancari «venisse compromessa, processi di riconciliazione e recupero diventerebbero un compito senza precedenti». La liquidità di numerose banche sarebbe colpita, non solamente quella dell’istituto sotto assedio. Tanto da avere «gravi implicazioni per la stabilità del sistema finanziario nel suo insieme», con contraccolpi per «investitori, creditori e altri partecipanti nei mercati finanziari».

Lo studio, in 35 fitte pagine, mette in guardia dal considerare un attacco di simile portata, capace di esporre la vulnerabilità sistemica, come improbabile. «L'elevato valore del sistema di pagamenti e regolamentazione ne può fare un candidato naturale per un assalto inteso a infliggere il più grave danno immaginabile al sistema finanziario e all'economia in generale», indicano gli autori.

Di recente i timori di aggressioni cibernetiche a infrastrutture essenziali - fisiche, digitali e finanziarie - sono aumentati nel clima di tensione geopolitica seguita all’escalation dello scontro tra Stati Uniti e Iran, Paese considerato attivo su questa frontiera. Già oggi, sottolinea il documento, le società finanziarie sono oggetto di 300 volte il numero degli arrembaggi di pirateria informatica lanciati contro altre aziende.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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