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Usa, la Fed carica il “bazooka” con 160 miliardi per dare liquidità al mercato

La Federal Reserve di New York ha annunciato che il 26 settembre aumenterà il valore delle iniezioni di liquidità nel mercato monetario americano. Crescono le preoccupazioni sulle ragioni che stanno spingendo le operazioni straordinarie da parte della banca centrale americana

di Marco Valsania

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La Federal Reserve di New York ha annunciato che il 26 settembre aumenterà il valore delle iniezioni di liquidità nel mercato monetario americano. Crescono le preoccupazioni sulle ragioni che stanno spingendo le operazioni straordinarie da parte della banca centrale americana


3' di lettura

New York - La Federal Reserve ha deciso di ampliare gli interventi sul colossale mercato monetario americano orfano di stabilità, aumentando da 75 a cento miliardi di dollari l’iniezione quotidiana di liquidità a favore delle banche in programma giovedì e raddoppiando a 60 da 30 miliardi anche l’offerta di prestiti repo a 14 giorni. La Fed ha alzato il tiro in risposta a una domanda di finanziamenti a breve da parte degli istituti finanziari superiore a quanto finora messo a disposizione dalla sua sede di New York, che gestisce la manovra di sostegno. Ancora mercoledì la Fed ha offerto 75 miliardi a fronte invece di una richiesta da 92 miliardi.

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La manovra della Fed vede la banche ricevere miliardi in cambio di garanzie sotto forma di titoli del Tesoro o altre securities di alta qualità. Si tratta di fondi a brevissimo termine - tradizionalmente overnight - considerati essenziali al corretto funzionamento delle attività di trading e credito del sistema finanziario. Questo mercato - chiamato “repo”, repurchase agreement, dallo scambio a stretto giro di boa tra contanti e titoli - normalmente è adeguatamente “lubrificato” senza bisogno del soccorso della Fed, forte di prestiti e riacquisti dei bond a garanzia direttamente tra le banche. Ma di recente ha sofferto significative e pericolose strozzature: la Fed le ha spiegate con una confluenza di ragioni tecniche piuttosto che con l’emergere di nuovi rischi sistemici - una necessità di contanti da parte delle aziende a fini fiscali, crescenti aste del Tesoro a copertura di deficit federali in ascesa e riduzioni degli asset da Quantitative easing concepite dalla stessa Fed, tutti fattori che assieme hanno sottratto liquidità.

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Nonostante le assicurazioni, tuttavia, lo spettro di tensioni protratte e non solo momentanee sui costi di simili prestiti interbancari - la scorsa settimane i tassi si erano impennati da meno del 2% fino anche al 10% - ha sollevato preoccupazioni di paralisi o occlusioni di arterie cruciali della finanza. Con tanto di potenziali contagi all’insieme del sistema creditizio e all’economia reale. E ha messo anche in dubbio la capacità della Banca centrale di controllare come dovrebbe i tassi d’interesse.

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La Fed, di sicuro, è stata costretta a rispondere per la prima volta dalla grande crisi del 2008 a colpi di “bazooka” straordinari sul mercato monetario. Inizialmente si è trattato di operazioni ad hoc, poi ha aumentato l’aggressività nello sforzo di riportare davvero calma e normalità nei repo, articolando l’azione di liquidità con un impegno a iniezioni almeno fino al 10 ottobre per un totale quotidiano che ha raggiunto massimi di 105 miliardi nelle giornate in cui ha offerto sia repo overnight che contratti a 14 giorni. Adesso ha ulteriormente incrementato le dimensioni di questa campagna, con operazioni che già giovedì saliranno complessivamente a 160 miliardi.
La Banca centrale ha finora evitato manovre considerate di più ampio respiro e strutturali quali una ripresa del Qe, anche in forma ridotta. Il chairman Jerome Powell ha però menzionato, se necessario, questa ipotesi durante la conferenza stampa seguita all’ultimo vertice di politica monetaria dell’istituto centrale, che ha deciso un nuovo taglio dei tassi di interesse per stimolare l’espansione e al suo fianco un abbassamento dei tassi sui depositi in eccesso delle banche presso la Fed proprio per facilitare uno sblocco di risorse sui mercati dei finanziamenti a brevissimo termine. Altre opzioni menzionate dagli analisti per superare l’emergenza prevedono la creazione di una facility permanente dedicata alle iniezioni di liquidità.

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