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Fed, iniezione di liquidità da 1.500 miliardi sui mercati

L'intervento in risposta a gravi scompensi che hanno colpito i titoli del Tesoro mentre la Borsa cade

di Marco Valsania

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Washington. La sede della Federal Reserve (Reuters)

L'intervento in risposta a gravi scompensi che hanno colpito i titoli del Tesoro mentre la Borsa cade


3' di lettura

NEW YORK – Un'operazione da oltre 1.500 miliardi per fare i conti con “scompensi estremamente insoliti” sui mercati. “Highly unusual disruption”: quando la Federal Reserve sceglie come ha fatto simili termini in una presa di posizione ufficiale per far scattare una nuova, colossale iniziativa - abbandonando toni abitualmente ponderati e calmi - l'allarme non può essere più chiaro.

La Banca centrale americana ha annuciato l'iniezione d'urgenza e straordinaria di oltre 1.500 miliardi di liquidità temporanea a Wall Street. Obiettivo: assicurare il corretto funzionamento dei mercati in un clima improvvisamente divenuto drammatico, che coinvolge non solo la Borsa ma la piazza obbligazionario, i titoli del Tesoro americano. La necessità è quella di evitare crisi e traumi tali da minacciare, se non arginati, potenziali spirali di panico capaci di scatenare contrazioni economiche.

“I cambiamenti vengono effettuati per affrontare sconvolgimenti molto insoliti sui mercati del finanziamento dei Treasury, associati con l'epidemia del coronavirus”, ha fatto sapere la Fed. La manovra farà impennare il portafoglio di asset nel bilancio della Fed del 35% rispetto agli attuali 4.200 miliardi di dollari.

“Questa è senza dubbio un'operazione di risposta a tutto campo a una crisi, intesa a rendere esplicito a tutti che la Fed non permetterà che la liquidità si inaridisca”, ha detto Ian Sphepardson della Pantheon Macroeconomics. “Il Qe 4 è arrivato”, ha concluso. Jack Ablin del Cresset Capital Management ha aggiunto che “siamo entrati in una fase di panico” la quale ha richiesto simili nuove azioni.

L'ordine di far scattare la nuova operazione, o meglio serie di operazioni combinate, è arrivato direttamente dal chairman della Fed, Jerome Powell. La diagnosi e' che la debacle in Borsa - in queste ore in forte flessione nonostante stop automatici temporanei degli scambi per la cocente delusione davanti al piano anti-virus annunciato mercoledi' notte da Donald Trump - stia mettendo a dura prova il sistema finanziario e i suoi meccanismi di fondo; la capacità di assorbire e gestire le scosse, le compravendite, senza eccessivi stress e cortocircuiti. Una realtà che impone interventi mai più visti dal giorni della grande crisi del 2008 - e forse superiori secondo alcuni analisti.

I mercati, insomma, non stanno più funzionando correttamente a detta degli operatori, al cospetto della grande fuga dal rischio, delle ondate di vendita di azioni, e di corse a beni rifugio quali i titoli del Tesoro. La Fed aveva già annunciato accelerate iniezioni di liquidità per oliare adeguatamente l'andamento delle piazze finanziarie attraverso gli incrementi delle sue operazioni “repo”, pronti contro termine. Di fatto prestiti a breve scadenza al sistema finanziario in cambio di obbligazioni a garanzia. Mercoledì aveva già rivelato piani per altri 500 miliardi, raddoppiati rispetti a meno di 200 finora previsti. Adesso ha indicato che condurrà piuttosto tre nuove operazioni da 500 miliardi solo in settimana. Due avranno scadenza a tre mesi, una ad un mese. In cambio dei finanziamenti, la Fed ha poi ampliato rispetto al passato i titoli che accetta di ricevere a garanzia, non più solo a brevissima scadenza ma con diversa durata. Inoltre i termini delle operazioni, ha aggiunto, “verranno corretti come necessario per favorire un funzionamento appropriato del mercato dei Treasury e una efficace e efficiente gestione della politica monetaria”, ha precisato la Fed suggerendo che la situazione rimane delicata.

Né la Fed da sola può bastare oggi a rassicurare, un fatto rimarcato dai continui scivoloni a Wall Street dopo l'intervento della Banca centrale. “Ha fatto la sua parte per aiutare il funzionamento dei mercati - ha detto Pryia Misra di TD Securities -. Ora abbiamo ancora bisogno di interventi sul fronte fiscale”, che cioè contengano davvero l'economia messa in pericolo dalla pandemia.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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