il repubblicano favorito

Fed, Jerome Powell in pole position. Decisione entro giovedì

Jerome Powell (Reuters)

3' di lettura

Archiviata l’era Yellen, Donald Trump sceglierà con ogni probabilità Jerome Powell come prossimo presidente della Banca centrale degli Stati Uniti. L’annuncio dovrebbe arrivare giovedì, quindi prima del viaggio del presidente in Asia, secondo quanto trapelato dalla Casa Bianca. L'attuale membro del Consiglio dei governatori della Federal Reserve è visto come il simbolo della continuità nel cambiamento, la versione repubblicana (e, ovviamente, maschile) di Janet Yellen, numero uno della Fed il cui mandato scadrà a febbraio 2018. Diversamente dall’altro candidato, il falco John Taylor, professore a Stanford, Powell ha sempre sostenuto, infatti, l’approccio cauto di Yellen in tema di tassi.

E però - più di Yellen - Powell, che siede nel Consiglio dal 2012, appoggia la deregulation finanziaria. A inizio mese, per fare un esempio, ha dichiarato che è quasi arrivato il momento di allentare la presa degli stress test che ogni anno la Fed svolge sulle banche. Scegliere Powell permetterebbe quindi a Trump di poter contare su un governatore sì dello stesso partito (pur con tutti i distinguo d’obbligo su quanto il Grand Old Party possa davvero dirsi il partito del presidente) ma che non dovrebbe alterare significativamente la politica monetaria.

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Con Powell la Fed dovrebbe continuare la storica riduzione del bilancio (iniziata nel mese in corso) e il percorso di rialzo progressivo dei tassi (magari, chissà, un pochino più rapidamente del previsto). La nomina, che se confermata dovrà essere approvata dal Senato, dovrebbe essere ben accolta dai mercati finanziari. Powell è conosciuto tra banchieri e investitori, avendo lavorato come partner di Carlyle dal 1997 al 2005, dopo una breve parentesi al dipartimento al Tesoro, durante la presidenza di George H.W. Bush. Diversamente da molti governatori della Fed, non è un economista. La sua candidatura è stata promossa dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. In ogni caso, scegliendo di non affidare a Yellen un secondo mandato, Trump romperà con la tradizione. Un cambio di passo che, come si sa, vorrebbe essere il suo marchio di fabbrica.

Quella tradizione, peraltro, è già stata violata per il modo in cui il presidente Usa ha trasformato il processo della nomina, generalmente segreto ma con lui trasformato in reality show. Venerdì scorso, su Instagram, Trump ha detto che gli americani stanno aspettando «con ansia» la sua decisione e che tutti «saranno molto impressionati» dalla sua scelta: «Sarà una persona che si spera faccia un lavoro fantastico».

Anche per Yellen aveva usato quell'aggettivo ma forse per incensare se stesso, con riferimento ai record registrati dal mercato azionario Usa, di cui il presidente si vanta spesso, non precisamente a ragione. Fatto sta che, a questo punto, una conferma di Yellen o una nomina del falco Taylor suonerebbero come una vera sorpresa.

Sabato scorso il segretario al Tesoro - Steven Mnuchin - aveva detto che per il momento la scelta di Trump si concentrerà solo sulla figura del governatore della Fed e non anche su quella del vice (incarico lasciato in anticipo da Stanley Fischer), che potrebbe essere proprio Taylor.

Le indiscrezioni sulla nomina del presidente della banca centrale, intanto, influenzano l’andamento dei Treasury, reduci da una settimana con prezzi in calo. Il rendimento del decennale (che si muove in senso inverso rispetto al prezzo) è tornato sotto il 2,4%. I titoli a tre mesi sono in rialzo poco sopra l’1,1%. (Al.An.)

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