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Fed: Pil Usa giù del 20-30% ma no a tassi negativi

Il presidente della banca centrale Jerome Powell invoca più supporto dalla politica: senza vaccino niente piena ripresa fino a fine 2021

di Stefano Carrer

Fed: "Tassi zero fino a che l'economia non supera il coronavirus"

Il presidente della banca centrale Jerome Powell invoca più supporto dalla politica: senza vaccino niente piena ripresa fino a fine 2021


3' di lettura

La Federal Reserve non intende introdurre tassi di interesse negativi anche se ha una visione relativamente pessimista sul ritmo di ripresa dell'economia statunitense duramente penalizzata dall'epidemia da coronavirus, tanto da ipotizzare una contrazione del Pil del 20-30% nel secondo trimestre e una ulteriore ascesa della disoccupazione al 25%. Lo ha indicato il presidente della banca centrale statunitense Jerome Powell.

«So che ci sono fan di questa politica, ma per adesso non è qualcosa che stiamo prendendo in considerazione», ha affermato Powell in una intervista alla Cbs, senza citare il presidente Donald Trump che più volte ha evocato il ricorso a tassi sottozero.

La Fed ha ancora munizioni
Comunque la Fed «non ha esaurito le munizioni» per contribuire a supportare l'economia. Secondo alcuni analisti, nel prosieguo all'anno la banca centrale Usa potrebbe introdurre un meccanismo di controllo della curva dei rendimenti, come ha fatto la Banca del Giappone, calibrando la sua strategia di acquisto di asset e e magari introducendo ulteriori programmi straordinari di offerta di liquidità.

Il presidente della Fed ha poi sottolineato che, per tirare fuori gli Stati Uniti da una crisi economica che sta costando almeno 20 milioni di posti di lavoro, serve più supporto parte della politica, auspicando una maggiore collaborazione in proposito da parte del Congresso in direzione di un ulteriore aumento della spesa fiscale (nuove misure sono in discussione tra i legislatori, dopo il pacchetto da circa 3mila miliardi di dollari varato a partire da marzo: Camera e Senato sono però divisi sulle scelte da compiere).

Senza vaccino niente piena ripresa
«Anche se la risposta economica alla crisi è stata tempestiva e ampia, questo non può essere il capitolo finale», ha detto, suggerendo che, anche se ci sarà un rimbalzo nella seconda metà dell'anno, senza un vaccino per il coronavirus la piena ripresa dell'economia americana non potrà avvenire. La normalizzazione potrebbe insomma attendere fino alla fine dell'anno prossimo e dipenderà dalla vaccinazione della popolazione: Powell si è ben guardato dal promettere una ripresa a V.

Il riferimento alla Grande Depressione
A suo parere, comunque, la crisi la crisi economica provocata dalla pandemia non sarà come la Grande Depressione degli anni '30, «grazie a una economia forte prima della crisi e a banche solide». Famiglie e imprese avranno bisogno di supporto finanziario pubblico per un periodo da tre a sei mesi: il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare al 25% prima di cominciare a scendere e il Prodotto interno lordo potrebbe contrarsi fin del 20-30% nel trimestre in corso prima di imboccare la strada di una chiara ripresa nella seconda metà dell'anno «sempre che non si materializzi una seconda ondata di contagi».

Nuova audizione
Più di 36 milioni di statunitensi hanno perso il lavoro a partire da febbraio a causa dell'epidemia e un gran numero di imprese si trova sull'orlo del fallimento, mentre anche molte amministrazioni publiche, a causa delle difficoltà di bilancio, potrebbero essere costrette a ridurre il personale.
Powell si presenterà martedì 19 marzo alla Commissione bancaria del Senato per discutere sull’efficacia dei provvedimenti monetari e fiscali varati fino a oggi. La Fed ha portato i tassi a zero, effettuato enormi iniziazioni di liquidità nel sistema per migliaia di miliardi di dollari e varato nove strumenti di prestito di emergenza.

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