Jackson Hole

Fed, Powell: inizio tapering possibile entro fine anno, ma non è segnale aumento tassi

Il presidente della Fed apre alla riduzione degli stimoli monetari entro il 2021, ma non fornisce una data precisa. La variante Delta «causa preoccupazione»

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell (Reuters)

2' di lettura

L’inizio del tapering, la riduzione degli stimoli monetari Fed, è «possibile» entro la fine dell’anno. Ma un intervento troppo prematuro potrebbe rivelarsi «molto dannoso», visto il clima di incertezza alimentato da debolezze nell’economia Usa e la proliferazione della variante Delta.

Lo ha detto il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nel suo video-discorso al simposio di banchieri di Jackson Hole (Usa). Powell non ha comunque fornito una tabella di marcia precisa per l’allentamento degli acquisti della Fed, pari oggi a 120 miliardi di dollari mensili, e ha sottolineato che il cosiddetto tapering non «è un segnale diretto di un vicino aumento dei tassi di interesse». Sul capitolo inflazione, Powell ha ammesso che la fiammata dei prezzi «causa preoccupazione», ma è convinto che l’aumento sia provvisorio e si possa tornare al target del 2%.

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Le azioni Usa hanno reagito alle parole di Powell con una fiammata, spingendo lo S&P 500 al record intraday di 4.505 punti e il Nasdaq Composite in ascesa a 127 punti. Il dollaro è in calo, con l’euro tornato a 1,18 rispetto al biglietto verde e ora scambiato a 1,1801. Le borse europee si rasserenano dopo un avvio un po’ ingessato, con Milano in risalita a +0,3%.

Economia migliora, ma la variante Delta preoccupa

La linea, insomma, è quella di un’apertura prudente. L’economia Usa, ha evidenziato il numero uno della Fed, resta sulla «strada giusta» per riassestarsi dal tonfo pandemico, grazie alla combinazione di «alti livelli di occupazione e partecipazione, benefici salariali ampiamente condivisi e un’inflazione prossima al nostro obiettivo di stabilità dei prezzi».

Ma al tempo stesso, rimangono troppe incognite da valutare prima di uno stop brusco agli stimoli della banca centrale Usa. Powell ha rimarcato i progressi del mercato del lavoro, «migliorato più del previsto», ma ha ribadito che la disoccupazione è ancora troppo elevata. Senza dimenticare la macro-incognita del Covid e della sua variante Delta, con rischi nell’immediato per una ripresa a pieno ritmo. «La pandemia - ha affermato Powell - resta una minaccia alla crescita e la variante Delta crea rischi di breve termine».

Il pressing dei «falchi» per il tapering a settembre

L’intervento di Powell conferma l’attesa, formulata da diversi analisti, di un’apertura al cosiddetto tapering, sull’onda di risultati in linea con le aspettative della Banca centrale Usa. Al tempo stesso, però, manca un’indicazione precisa sui tempi di uscita dal programma di aiuti, per evitare quelle strette «premature» indicate dallo stesso Powell nel suo video-discorso di Jackson Hole. A quanto riporta il Financial Times, Powell è sotto pressione dai membri più «falchi» della Federal Open Market Committee per una riduzione degli acquisti già a settembre, fissando una data precisa di

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