ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa riunione di novembre

La Fed delude le attese, il quantitative easing è «appropriato»

Per il presidente Jerome Powell i rischi estremi di uno scenario avverso sono diminuiti, anche se la pandemia si mostra più estesa rispetto al passato. I mercati si aspettavano indicazioni su possibili nuovi passi a dicembre.

di Riccardo Sorrentino

(EPA)

2' di lettura

La Federal reserve ha mantenuto fermi i tassi di interesse allo 0-0,25% e non ha modificato il proprio comunicato, con la sola eccezione della parte relativa alle condizioni finanziarie che a ottobre risultavano «migliorate», lasciando intendere la necessità di ulteriori interventi, mentre ora appaiono semplicemente «accomodanti», formulazione che non sembra indicare la volontà di intervenire ancora.

La Fed resta comunque determinata a contrastare in tutti i modi le conseguenze economiche dell’epidemia, ribadendo che l’evolversi della situazione, caratterizzata da prospettive «straordinariamente incerte», dipenderà molto dalle vicende del virus e della malattia, e che il sostegno all’attività economica dipende soprattutto dalla politica fiscale.

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Il presidente della banca centrale, Jerome Powell, ha sottolineato in conferenza stampa che il ritmo della ripresa sta rallentando «negli ultimi mesi», e così quello del mercato del lavoro; anche se gli investimenti sono in rialzo. L’attività economica resta comunque al di sotto dei livelli precrisi, e l’inflazione lontana dall’obiettivo di politica monetaria del 2%.

Anche per questo motivo gli acquisti di titoli - ha ripetuto Powell - continueranno «almeno» ai ritmi attuali, pari a 120 miliardi di dollari al mese, 80 per i titoli di Stato e 40 miliardi per mortage backed securities. Deludendo le attese, però, la Fed continuerà ad acquistare titoli - recita il comunicato - «per sostenere un funzionamento senza intoppi del mercato»: una formula diversa, che menzionasse il sostegno all’economia, sarebbe stata interpretata - se sostenuta da altri segnali - come un preannuncio di nuove iniziative a dicembre. «Al momento - ha invece detto Powell - siamo soddisfatti» degli effetti accomodativi del programma.

In risposta a una domanda, Powell ha ammesso però che il quantitative easing ha anche la funzione di sostenere l’attività economica degli Stati Uniti e per questo motivo non è stato ridimensionato anche se i mercati stanno funzionando in modo corretto. Ha anche rivelato che durante la riunione si è molto discusso sulle opzioni a disposizione della Fed a proposito degli acquisti di titoli.

Nessuna è stata presa né preparata nessuna decisione è stata presa. Neanche sull’estensione delle facilities che la Fed ha introdotto per dare potere d’acquisto a diverse tipologie di aziende: la discussione - ha aggiunto Powell - comincia adesso.

Powell ha riconosciuto i rischi derivanti da un’ondata «più ampia e più diffusa» dell’epidemia, ma ha ritenuto improbabili nuovi lockdown e, nello stesso tempo, ha ricordato come l’economia Usa sia riuscita ad attraversare un’estate non facile proprio dal punto di vista sanitario. Rischi estremi (tail risks) per l’economia sono diminuiti, ha inoltre detto il presidente; o, almeno, appaiono diminuiti rispetto ai mesi scorsi.

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