Usa

Fed: Trump punta su Cain, «fan» del gold standard (accusato di molestie)

di Marco Valsania


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Herman Cain: Trump lo vuole alla Fed. Ha un passato di accuse di molestie dietro le spalle (Reuters)

4' di lettura

La carriera nel business l’ha fatta con le pizze, o meglio le pizzerie e i fast food. In politica si è fatto notare per una candidatura poi travolta da scandali alla nomination repubblicana per la Casa Bianca nel 2012, tra i pochissimi afroamericani ultra-conservatori a trovare spazio nel partito. Adesso potrebbe riapparire nelle vesti di nuovo uomo scelto da Donald Trump per addomesticare il più possibile i vertici della Federal Reserve. Herman Cain è tutto questo. A 73 anni, ex dirigente e ormai anche ex politico, è ufficialmente in corsa per occupare uno dei due seggi oggi vacanti tra i governatori della Banca centrale.

Almeno secondo quando rivelato questa settimana dal capo-consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow. E lo è con posizioni dichiaratamente in sintonia con le preoccupazioni di Trump: quelle di evitare mosse che non sostengano a ogni costo la crescita della «sua» economia. «Sarei onorato di essere considerato per una delle opportunità», ha detto Cain al canale Tv Fox. «Se mi venisse offerto l’incarico, incoraggerò la Fed a non fare dell’inflazione un fattore di paura perché la deflazione fa più paura». Ancora: «Non ho mai letto come la Fed definisca l’overheating», un’economia in preda a eccessi. È un concetto che «dovrebbe essere definito».

GUARDA IL VIDEO. L’ira di Trump sulla Fed

Kudlow nei giorni precedenti aveva oltretutto precisato come la Casa Bianca stia cercando candidati per il board della Fed che capiscano «che si può avere una forte crescita economica senza una più elevata inflazione». E Trump ha fatto da tempo capire di non avere più particolarmente a cuore la leadership del chairman Jerome Powell che ha attaccato per aver alzato l’anno scorso i tassi di interesse. Trump ha anzi definito la nomina di Powell a chairman della Fed come la peggiore scelta da lui fatta in qualità di presidente.

La Fed ha in realtà di recente annunciato una pausa indefinita nei rialzi dei tassi e un nuovo atteggiamento di «pazienza» in politica monetaria. Ma questo potrebbe non bastare alla Casa Bianca: Trump e i suoi collaboratori rivendicano apertamente di essere protagonisti di un miracolo economico, sostenendo che le loro strategie, vale a dire gli sgravi fiscali alle aziende e ai ceti più ricchi scattati l’anno scorso e la deregulation spinta, risolveranno persino il problema ormai storico della debole crescita della produttività e quindi metteranno il «turbo» all’espansione, evitando recessioni, senza generare spirali ascendenti nei prezzi.

La Casa Bianca, come dimostra la lunga serie di dimissioni e epurazioni dall'amministrazione, ha oltretutto oggi sempre piu' la tendenza a circondarsi di personaggi considerati in tutto e per tutto fedeli. Cain e' sicuramente tra questi: era stato tra primi aperti sostenitori della campagna presidenziale di Trump e aveva creato gruppi per raccogliere fondi a suo favore.

Una scelta di Cain per il board della Fed sarebbe però particolarmente controversa, fatto ammesso da una stessa anonima fonte vicina alla Casa Bianca che ha definito «non serie» le chance di Cain. Da numerosi esperti viene giudicato per nulla qualificato. È stato un militante dei Tea Party, l’ala più estrema dei conservatori. Soprattutto durante la sua campagna elettorale nel 2012 fu colpito da molteplici accuse di molestie sessuali: venne alla luce che la National Restaurant Association, da lui guidata per anni, raggiunse accordi extra-giudiziali per archiviare i casi a colpi di risarcimenti.

La sua intera saga professionale e politica è ricca di luci e ombre. Lauretosi con un master in scienze informatiche, negli anni Ottanta si fece notare tra i quadri dirigenziali di Burger King, allora controllato dalla Pillsbury Company che lo promosse a presidente e amministratore delegato della catena Godfather’s Pizza, dove rimase per dieci anni fino al 1996, quando decise di dedicarsi alla politica. Prese allora la guida dell’associazione di settore della ristorazione, un gruppo di lobby a Washington, tra il 1996 e il 1999. In quegli anni fu tra i grandi oppositori di una riforma sanitaria promossa da Bill Clinton, che cercava di obbligare le imprese o offrire l’assistenza ai dipendenti. Nel 1996 entrò nei ranghi dei consiglieri economici del candidato presidenziale repubblicano Bob Dole. Nel 2000 provò per la prima volta, senza riuscirci, a candidarsi lui stesso alla presidenza. Nel 2004 tentò di superare le primarie repubblicane per un seggio al Senato in Georgia, ma fallì».

Nel 2012 si spinse oltre e raggiunse l’apice della fama: si candidò alle primarie per la Casa Bianca presentandosi come esponente dei Tea Party, forte della sua fede religiosa mischiata alla politica. Propose idee-shock quali una riforma delle tasse battezzata 9-9-9, le percentuali di una imposta fissa sul reddito personale, di una identica sul reddito aziendale e di una terza ancora uguale sulle vendite. Un’ipotesi pesantemente criticata dai più come penalizzante per i meno abbienti ma che piacque a Kudlow. Cain sostenne anche l’ipotesi di un ritorno al gold standard, a sua volta considerata impossibile e sbagliata dalla stragrande maggioranza degli economisti. Già assediato da queste polemiche, fu travolto dall’esplosione di scandali sul suo comportamento: si scoprì che quattro donne lo avevano accusato di molestie. Alla luce venne anche una sua relazione extraconiugale durata 13 anni. Cain sospese la sua campagna e in seguito si ritirò.

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