politiche monetarie

Fed, la volatilità del mercato «repo» mette in discussione il successore del Libor

In questi giorni il nuovo tasso variabile di riferimento “made in Usa” ha subito brusche oscillazioni, legate all'improvvisa volatilità esplosa nelle operazioni “repo” di finanziamento a brevissimo termine, che ne hanno messo in dubbio credibilita' e stabilita' future

di Marco Valsania

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(Epa)

In questi giorni il nuovo tasso variabile di riferimento “made in Usa” ha subito brusche oscillazioni, legate all'improvvisa volatilità esplosa nelle operazioni “repo” di finanziamento a brevissimo termine, che ne hanno messo in dubbio credibilita' e stabilita' future


3' di lettura

New York - Le peripezie del mercato monetario americano rischiano di fare una vittima inattesa e illustre. Il successore del Libor proposto dalla Federal Reserve e' fino a oggi parso in dirittura d'arrivo, dopo che lo storico tasso di riferimento interbancario londinese era stato bruciato da gravi scandali di manipolazione. Battezzato Sofr, o Secured overnight financing rate, rimane oggi in pole position per prendere la staffetta quando nel 2021, come da accordi globali, il Libor dovrebbe essere definitivamente archiviato e rimpiazzato. Ma in questi giorni il nuovo tasso variabile di riferimento “made in Usa” ha subito brusche oscillazioni, legate all'improvvisa volatilità esplosa nelle operazioni “repo” di finanziamento a brevissimo termine, che ne hanno messo in dubbio credibilita' e stabilita' future. E la partita e' davvero gigantesca: qualunque successore del Libor dovrebbe fornire la bussola di transazioni per molte migliaia di miliardi di dollari, da mutui a prestiti al consumo e aziendali, consentendo di fissare costi e rischi in modo corretto e appropriato.

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Che cosa e' accaduto al Sofr? E' accaduto che e' stato a sua volta trascinato dalle impennate dei tassi repo. La Fed, davanti a quelle che ha definito strozzature tecniche del mercato che si sono tradotte in carenze di fondi, e' stata costretta a intervenire ripetutamente. Ancora ieri ha eseguito un'iniezione da quasi 50 miliardi di dollari, parte dell'impegno preso apertamente di continuare a offrire quotidianamente liquidita' almeno fino al 10 ottobre, con la speranze che basti a normalizzare il clima sul mercato dei finanziamenti overnight. Le scosse, pero', si sono ormai manifestate e potrebbero lasciare comunque un'erdeita' pesante. Hanno influenzato anche i valori del Sofr, che sono basati proprio sui tassi repo: nel momento peggiore, quest'ultimo si e' impennato anche di tre punti percentuali, a livelli record, prima di arretrare nuovamente.

Per la sua reputazione, risanare il danno potrebbe rivelarsi pu' difficile di un semplice ritorno alla normalita'. Il Sofr e' stato concepito da una cordata di banchieri, investitori e autorita' di regolamentazione - l'Alternative Reference Rate Committee - sotto la guida della Fed di New York con l'intento di essere anzitutto un nuovo strumento prevedibile, affidabile non soggetto a dinamiche oscure. Lo spettro e' ora quantomeno quello di nuova incertezza su tempi e modi di una sostituzione del Libor e un'adozione diffusa del Sofr.

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Le perplessita' sono piu' voci nei corridoi dell'alta finanza. Gli analisti di Bank of America hanno messo in guardia dal rischio corso oggi dal nuovo tasso. Anche se va detto che il valore utilizzato quale riferimento nelle transazioni e' rappresentato dalla media dei 90 giorni, vale a dire che improvvisi sbalzi vengono attutiti. Su questa base, il Sofr e' in realta' lievitato di soli 0,02 punti percentuale una volta tenuto conto dei recenti picchi, non abbastanza per avere ripercussioni.

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Lo stesso governatore della Fed di New York, John Williams, impegnato in questi giorni nelle iniezioni di liquidita' ha tuttavia ammonito che ulteriori tensioni sui mercati dei prestiti a breve sono immaginabili. Ed e' parso suggerire che una misura di volatilita' potrebbe far parte di una transizione al Sofr, indicando che alle banche viene richiesto di prepararsi adeguatamente all'uscita di scena del Libor per evitare crisi su questi mercati.

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