ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIL 10 OTTOBRE

Fed al voto per allentare le regole sulle grandi banche

La Federal Reserve vota giovedi 10 ottobre un significativo allentamento delle regole che governano numerose grandi banche americane e, probabilmente, anche le filiali di istituti stranieri

di Marco Valsania


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(Afp)

2' di lettura

New York - La Federal Reserve vota giovedì 10 ottobre un significativo allentamento delle regole che governano numerose grandi banche americane e, probabilmente, anche le filiali di istituti stranieri. La controversa mossa, proposta ormai un anno fa e che verrà adesso completata con l’approvazione dei vertici, rappresenta uno dei maggiori ripensamenti delle strette di regolamentazione avvenute nel periodo successivo alla grande crisi finanziaria ed economica esplosa nel 2008.

La Fed appare pronta, a maggioranza, ad ammorbidire requisiti di capitale e di liquidità per gli istituti che abbiano asset fino a 700 miliardi di dollari. Facilitazioni dovrebbero riguardare anche le banche straniere con rilevanti attività negli Stati Uniti. L’insieme delle modifiche ha l’intento di abbassare i costi imposti dalle strette anti-crisi al sistema finanziario.

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La nuova riforma, sulla base del piano presentato e discusso nei mesi scorsi, dovrebbe dividere nei fatti il settore in quattro categorie, fondate su diversi livelli di rischio e dimensioni. Gli istituti regionali appaiono destinati a essere i principali beneficiari, con banche quali SunTrust e BB&T forti di asset tra i 100 e i 250 miliardi esentate in particolare dai cosiddetti “liquidity coverage ratio”, gli obblighi di detenere asset in grado di essere venduti rapidamente e senza difficoltà per raccogliere contanti in caso di necessità.

La Fed ha anche in programma di dare il via libera a progetti, messi nero su bianco lo scorso aprile, per ammorbidire gli obblighi dei grandi istituti di presentare i cosiddetti “living will”, testamenti biologici volti a pianificare una loro ordinata liquidazione in caso di necessità. L’obbligo inizialmente annuale dovrebbe essere ridimensionato introducendo una scadenza solo ogni quattro anni, con versioni stringate dei living will ogni due anni, per i colossi del settore da JP Morgan a Citigroup e a Bank of America. In vista ci sono inoltre ipotesi di rivedere al più presto la Volcker rule, che limita le attività speculative delle banche con i propri fondi.

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L’avvio in grande stile di una nuova fase di flessibilità e deregulation - rispetto ai giri di vite della riforma bancaria Dodd-Frank varata nel 2010 - era avvenuto su impeto sia dell’amministrazione di Donald Trump l’anno scorso che delle critiche di numerose banche su eccessi di regolamentazione, compresi stress test troppo severi, accusati di gravare sulla performance degli istituti.
La Fed ha risposto dato vita a piani per allentare le briglie della regolamentazione seppure tra cautele e dibattiti. E non senza polemiche interne: almeno uno il dissenso influente, quello dell’esponente del vertice della Banca centrale, nominato da Barack Obama, Lael Brainard. Ha denunciato i pericoli oggi di indebolire la sicurezza del sistema finanziario e di farne poi pagare i costi ai contribuenti.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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