La proposta di Salvini

Federazione di centrodestra: chi è a favore e chi non lo è

Sì convinto da parte di Berlusconi, ma in Forza Italia Carfagna e Gelmini frenano. FdI conferma la scelta dell’opposizione al governo Draghi. No di Coraggio Italia, apre Noi con l’Italia

Federazione centrodestra, Salvini: "Nessuna fusione ma una collaborazione"

3' di lettura

La proposta del leader della Lega Matteo Salvini di una federazione dei gruppi in parlamento continua a destare malumori nel centrodestra e a lasciare fredda una forte componente di Fi. E interdetti Fratelli d’Italia. È in corso in queste ore il vertice dei leader per provare a chiudere la partita sulle comunali. È stato raggiunto l’accordo su Enrico Michetti candidato sindaco del centrodestra a Roma e su Paolo Damilano candidato a Torino.

Oltre a Salvini, Antonio Tajani e Giorgia Meloni, sono presenti i cosiddetti “piccoli”: ’Coraggio Italia’, Udc Noi con l’Italia e Rinascimento di Vittorio Sgarbi. Per “Coraggio Italia” sono ’presenti il senatore Gaetano Quagliariello e il “neo acquisto” Emilio Carelli, ex Cinque stelle.L’obiettivo è far uscire la coalizione dalla condizione di stallo politico in cui si trova da giorni.

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Salvini, Berlusconi mi aveva proposto partito unico

Ma accando al dossier comunali, c’è quello che si è aperto dopo la proposta di Salvini. «Sono i cittadini a chiederci unità e concretezza», ha sottolineato il leghista , chiarendo al contempo che l’obiettivo dell’operazione non sono «fusioni o annessioni» bensì un «coordinamento» per avere più voce in capitolo nel governo. «Berlusconi addirittura mi ha proposto il partito unico - ha raccontato davanti alle telecamere di Porta a Porta -, ma io gli ho detto: non si fa in un quarto d’ora, non è che in 15 giorni inventi il partito unico».

Sì convinto del Cavaliere ma in Forza Italia c’è chi teme l’annessione da parte della Lega

L’idea a Silvio Berlusconi infatti non dispiace, anche perché è stato lui a proporla nel 2019. Il Cavaliere ha cercato di rassicurare le componenti più scettiche in Forza Italia, a cominciare dalle ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, mettendo in evidenza che non intende benedire un’annessione o svendere il partito che ha creato. «Ho forti perplessità», ha ammesso Gelmini. Mentre Carfagna, respingendo l’idea che Forza Italia diventi Forza Lega, ha posto l’accento sulla contraddizione che nascerebbe da non sapere se quella di Salvini è «una conversione autentica» a una linea moderata e liberale o se sposa le posizioni dell’Afd, il partito di estrema destra tedesco. Ma la direzione in Forza Italia sembra tracciata. Berlusconi ha dato il testimone politico a Salvini, suo erede politico che ha avuto la consacrazione elettorale mancata ai vari Fini o Alfano, ha sottolineato il senatore “azzurro” Francesco Giro, che dal 2018 ha la doppia tessera Forza Italia-Lega.

FdI declina l’invito e conferma la linea dell’opposizione al governo

L’asse Berlusconi- Salvini ha esteso ancora di più il solco tra il segretario leghista e la leader di Fdi, Giorgia Meloni, già impegnati in un braccio di ferro che fino a oggi ha impedito di trovare candidati sindaci a Roma e Milano. FdI si tiene fuori dal progetto di una federazione dei gruppi parlamentari. Conferma la scelta di stare all’opposizione del governo Draghi sostenuto invece da Lega e Forza Italia. Una scelta che sta pagando anche in termini di consenso, come segnalano i sondaggi.

Apre Noi con l’Italia, no di Coraggio Italia

Se Maurizio Lupi, alla guida di Noi con l’Italia, non chiude alla proposta salviniana e dice che «la federazione proposta da Salvini è un’ipotesi di lavoro interessante se basata su contenuti ideali e programmatici comuni e su un percorso che tenga conto delle diversità di tutti i soggetti che aderiscono e le valorizzi», il leader di Cambiamo Giovanni Toti, che con il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha creato Coraggio Italia, si è invece tirato fuori dall’operazione.

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