International Swimming League

Federica Pellegrini lancia la Champions del nuoto: «Anche noi vogliamo essere professionisti»

di Dario Ricci


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5' di lettura

«Quanto potrà vincere un atleta che trionferà in più gare di ogni tappa della competizione? Intorno ai 100mila dollari, direi…In fondo non moltissimo». Mentre Kostantin Grigorishin pronunciava questa frase davanti a pochi selezionati giornalisti della stampa italiana, riuniti per l'occasione in un prestigioso albergo in zona Via Monte Napoleone a Milano, Federica Pellegrini, seduta alla sua destra, accennava un sorriso che faceva intendere che quella cifra non suonava assolutamente irrilevante alle orecchie della Divina del nostro nuoto, figurarsi per un suo qualsiasi altro collega macinante quotidiani chilometri tra cloro e corsie.

Ecco perché quella presentata ufficialmente dal magnate ucraino (53 anni, patrimonio stimato in 1,1 miliardi di dollari, passaporto anche russo e cipriota, residente a Mosca con la moglie Oksana e i tre figli, mentre il quarto, Ivan, è forse l'origine di tutto, perché studia e…nuota, appunto, alla Berkley University), suona davvero come una rivoluzione per il nuoto contemporaneo. La virata è totale, e punta al professionismo, allo show-business, agli ingaggi, al “nuoto-mercato”, alle competizioni con club sovranazionali che moltiplichino performances, visibilità, e quindi anche ingaggi dei campioni della piscina. E SuperFede è pronta a fare la sua parte, ormai 30enne, con i Mondiali sudcoreani di questa estate e i Giochi di Tokyo 2020 nel mirino («Ma seguirò le sensazioni, e deciderò se fare i 200 stile libero solo la sera prima…», chiarisce), firma sorridente il contratto per il ruolo di global ambassador della nuova Lega, l'ISL, cioè l'International Swimming League

«Il nostro sport è a un bivio storico e questo movimento arriva al momento giusto, spero aiuti il nuoto ad entrare in una nuova dimensione in termine di show, di diritti per noi nuotatori, d’incremento di visibilità. Io sono contenta e orgogliosa di questo ruolo», spiega la Divina.

Difficile darle torto, a sentire la voce pacata e quieta di Grigorishin che, affiancato dal coach Andrea Di Nino, ex mentore del serbo Cavic e ora timoniere di quel fenomeno che è il sudafricano Chad Le Clos, illustra specificità e prerogative della nuova competizione: 12 team, 6 europei e altrettanti statunitensi (con la possibilità di includere però anche assi australiani e asiatici), sfide nelle grandi città in una regular season che andrà dal 10 agosto al 17 novembre prossimi (ogni tappa radunerà quattro team per volta); poi playoff con quarti, semifinali e finali, con l'ultimo atto che si svolgerà dal 17 al 22 dicembre al Mandalay Bay di Las Vegas. Budget iniziale stimato tra i 15 e i 20 milioni di dollari (per gentile concessione di Mr Grigorishin…), ma sembra che title sponsors per i team e tv interessate ai diritti non manchino.

«Mi conoscete, sono una rivoluzionaria. Mi sono posta una mission precisa, adesso come atleta e in futuro vedremo in che vesti: voglio cercare di fare diventare il nuoto uno sport professionistico. Mi sono sempre spesa sin da piccolina, da quando ho iniziato a gareggiare, per rendere il nuoto in Italia più importante. No, non sto studiando da dirigente ma il mio è un messaggio preciso: per il nuoto io ci sarò sempre, per cercare di renderlo uno sport più evoluto. Penso alle generazioni future, non tanto a me, perché io continuerò a gareggiare ancora per un anno e mezzo. Diciamo che sono alla virata dei 100 dei miei ultimi 200 stile».

Dopo lo storico incontro a Londra, lo scorso 18 dicembre, di trenta tra i più grandi fuoriclasse del nuoto (Pellegrini con Paltrinieri, Dotto e Scozzoli tra gli italiani), uniti nella volontà di creare un sindacato dei nuotatori, il progetto ISL è entrato quindi nella fase operativa. La nuova manifestazione di gare ricalca il modello della Champions League, prevede 12 grandi squadre di nuoto, negli Stati Uniti e in Europa. La Pellegrini sarà il capitano della squadra italiana, non una vera nazionale azzurra perché saranno inclusi campioni stranieri, proprio come una squadra di club di calcio. A Matteo Giunta è affidato il ruolo di selezionatore tecnico del Team Italia. «È una grossa opportunità per tutti, quindi anche per noi allenatori, è un'evoluzione del nostro lavoro», illustra il proprio coinvolgimento l’allenatore pesarese tecnico federale e del CC Aniene. Un progetto osteggiato dalla Fina, la Federazione Mondiale del Nuoto. Un braccio di ferro con tanto di causa legale: l’organismo che controlla il movimento natatorio mondiale è stato citato per monopolio dall'ISL davanti al tribunale della California con l'accusa di aver violato la “sherman Act”. La stessa Fina nell'ultimo mese ha corretto le proprie posizioni mettendo da parte, all'apparenza, l'intransigenza per puntare su aperture e proposte. Dall'iniziale minaccia di squalificare gli atleti partecipanti all'ISL, di vietare loro la partecipazione alle Olimpiadi, la Fina del presidente Julio Maglione è corsa ai ripari proponendo una rivisitazione dell’attuale Coppa del Mondo e un conseguente innalzamento dei montepremi. «Noi non siamo contro la Fina - ribadisce Grigorishin - Noi vogliamo proteggere i nuotatori. Molti dimenticano che i campioni olimpici non sono dei professionisti, non sono tutelati, non hanno garanzie come le assicurazioni mediche. La nostra idea è quella di rendere il nuoto uno sport globale, di fatto è uno dei pochi sport che non ha limiti geografici o culturali. La nostra Lega vuol essere l'equivalente dell'American League o dell'Eurolega o dell'ATP. Il nuoto deve diventare un grandissimo show, come la Formula 1 e il Tennis. La Fina è un po' gelosa della nostra idea? Certo. Ma il nostro progetto può coesistere con la Fina, siamo due mondi diversi».

E Federica Pellegrini? È sicura che il braccio di ferro non diventerà una guerra: «Le singole Federazioni non sono intenzionate a tenere una linea intransigente. Non si arriverà mai a una rottura totale. Le gare ISL sono state fatte per non intralciare il calendario Fina. Anche perché, sinceramente, se la Fina inizia a squalificare tutti i migliori atleti del mondo che acconsentono a gareggiare in questa nuova Lega… poi con chi le fa le Olimpiadi?». Dell'iniziale budget previsto, nel primo anno, un minimo di 5,3 milioni sarà riservato ai premi per gli atleti. Il format prevede un calendario di competizioni nel periodo che va da agosto a novembre, una regular season, una fase playoff a quattro e la Final Four al Mandala Bay Events Center di Las Vegas dal 17 al 22 dicembre. I sei team europei sono: Energy Standard, Stoccarda, Roma, Marsiglia, Budapest, Londra. I sei team USA in via di definizione sono: Los Angeles, San Francisco, Atlanta, Austin, Washington DC e Phoenix. Lo spettacolo al servizio di un calendario studiato nel dettaglio. «I nostri eventi si svolgeranno tra agosto e novembre, cioè quando si sono finite le manifestazioni importanti come Mondiali o Olimpiadi», precisa Andrea Di Nino, managing director ISL. «La nostra è stata una scelta fatta per tutelare tutte le singole Federazioni e i loro calendari. Al contrario la Fina propone un nuovo format della Coppa del Mondo da marzo a maggio cioè quando tutti i Paesi sono impegnati con le qualificazioni nei rispettivi campionati nazionali: questo è un controsenso. Per noi è fondamentale inoltre la trasparenza, ogni premio sarà pagato dalla Lega all'atleta».
E allora che rivoluzione sia. In attesa che qualcuno apra il tavolo delle trattative per firmare una pace comunque armata.

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