indagine congiunturale

Federlazio: rallenta la ripresa in regione

di Andrea Marini

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(ANSA)


3' di lettura

Rallenta la ripresa nel Lazio. Il dato emerge dalla consueta indagine congiunturale sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio, effettuata su un campione di 450 imprese associate a Federlazio (associazione dii piccole imprese). Lo studio ha riguardato il primo semestre 2018. Il saldo di opinioni, tra chi vede un trend in crescita e chi in diminuzione, sul fronte dell’occupazione resta ancora positivo, ma in frenata rispetto allo scorso semestre (da 13,9 a 11,4). Per le previsioni nel secondo semestre 2018, il saldo atteso si contrae di un punto passando da +5,8 a +4,8.

Alle aziende è stato chiesto di esprimere una valutazione complessiva sull’attuale situazione economica. Risulta in crescita la percentuale di imprenditori che hanno una posizione leggermente più ottimistica, secondo la quale «si stanno realizzando le condizioni per raggiungere un discreto equilibrio economico», che passa dal 19,5% al 26,5%.

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Ordinativi in frenata
Nel primo semestre 2018 il saldo di opinioni sull'andamento degli ordinativi per quanto concerne il mercato nazionale si attesta a + 10,4 punti, facendo registrare una leggera riduzione rispetto al valore di +13,6 della scorsa rilevazione. Positivi anche i dati dai mercati internazionali, anche se in leggero calo rispetto al semestre scorso: quelli dal mercato UE passano da +16,2 a +14,8, mentre quelli Extra-UE da +12,5 a 8,3.

In calo il fatturato sul mercato domestico
Il fatturato sul mercato domestico diminuisce da +11,2 a +2,4. Più positivo, ma anch'esso in riduzione, il saldo di opinioni in merito al fatturato realizzato sul mercato UE (+10,3 rispetto a +17,4 del secondo semestre 2017). Continua ad essere positivo e in misura particolarmente elevata, il saldo del fatturato proveniente dal mercato extra UE a + 22,6, come nello scorso semestre. Si consolida la positività del saldo di opinioni sull'andamento della produzione nel primo semestre 2018 che risulta praticamente allineato a quello registrato il secondo semestre 2017 (era +12,1 ed oggi risulta pari a +11,9).

Investimenti in leggera crescita
Ancora in leggera crescita, al 39,8%, la percentuale delle imprese che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel primo semestre 2018. Meno incoraggiante l’andamento che riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo che in questo primo semestre fa registrare una contrazione (da 23% scende oggi al 17,3%). In crescita poi la percentuale di aziende che hanno contattato e realizzato accordi con start up innovative, che passa dal 2,9% al 12,5%. Diminuisce notevolmente, rispetto al precedente semestre, la percentuale delle imprese che ha manifestato l'intenzione di effettuare investimenti nel secondo semestre 2018, dal 40,6% al 33,1%.

La formazione delle risorse umane
L'indagine ha anche affrontato il tema delle sviluppo delle risorse umane e degli investimenti in formazione. Solo il 16% delle imprese ha dichiarato di aver usufruito delle opportunità di finanziamento rappresentate dai fondi interprofessionali e degli altri fondi pubblici. Un dato tra l'altro in diminuzione rispetto al precedente semestre (16%). Sale al 36% (era il 32%) la percentuale di aziende che intenderebbe sviluppare nel prossimo semestre iniziative di formazione delle risorse umane interne attraverso le opportunità di finanziamento disponibili.

Scarsa internazionalizzazione
Dallo scorso anno l’indagine effettua anche un focus specifico sulla internazionalizzazione delle Pmi del Lazio. Da quanto emerge, il 65% dichiara di non operare sui mercati internazionali (era il 57% lo scorso semestre). Le aziende con un elevato grado di internazionalizzazione evidenziano livelli di investimenti, in generale, e in ricerca e sviluppo, nettamente superiori sia a quelle non internazionalizzate sia a quelle moderatamente internazionalizzate.
Guardando, poi, alla capacità di utilizzo degli strumenti e delle misure di incentivazione e sostegno all'innovazione, le aziende fortemente internazionalizzate in più della metà dei casi (57,7%) sono riuscite a cogliere queste opportunità, mentre tra quelle non internazionalizzate sono state solo il 15,7%.

Rossignoli: discontinuità rispetto ai modelli imprenditoriali tradizionali
«Occorre, anche da parte delle PMI, un deciso cambio di passo in discontinuità rispetto ai modelli e alla cultura imprenditoriale tradizionali. Ma tutto questo dovrà essere accompagnato necessariamente dalla modernizzazione del sistema dei servizi privati e pubblici, del sistema infrastrutturale, inclusi i trasporti e il sistema della logistica e, infine, da una politica che conosca realmente i processi, che sappia ben valutare le problematiche sul tappeto, che sappia decidere rapidamente e con piena consapevolezza delle sfide reali, non lasciandosi tentare dalle sirene dell'ideologia e dei personalismi» ha commentato il presidente di Federlazio, Silvio Rossignoli.

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