Logistica

FedEx punta su ecommerce e digitale e fa 800 assunzioni dirette

La società si riorganizza per dare maggiore stabilità al network e annuncia un investimento per un nuovo hub a Novara che sarà operativo dal 2022. Cessa la collaborazione con il fornitore di Piacenza

di Cristina Casadei

2' di lettura

Se nella logistica c’è una certa tendenza a esternalizzare una parte, soprattutto quella finale della filiera, Fedex ha scelto di andare controcorrente. Così, alla vigilia dello sciopero indetto dai sindacati del settore (il 30 marzo) per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, la società ha annunciato un piano di investimenti e sviluppo. Negli investimenti è compresa l’assunzione diretta di circa 800 lavoratori addetti al servizio di smistamento dei pacchi negli hub nazionali di Padova, Ancona, Bari, Bologna, Fiano Romano, Firenze e Napoli Teverola. Il progetto racconta le «prospettive di crescita nel mercato dell’ecommerce e del digitale - spiega Stefania Pezzetti, presidente del Consiglio di Amministrazione di FedEx Express Italia -. Comprende assunzioni dirette ma anche un importante progetto di sviluppo immobiliare per un nuovo grande hub a Novara che sarà operativo verso la fine del 2022. Lo scopo è però prepararsi per la crescita: anche questo è uno sviluppo importante della strategia di FedEx in Italia».

Oggi l’attività di smistamento viene svolta da fornitori esterni all’organizzazione di FedEx, secondo una prassi molto diffusa nel settore. Questo cambiamento avviene in un periodo di grande incertezza economica in Italia e dà la misura della fiducia di FedEx nel mercato italiano ma anche la sua ambizione di fornire un servizio affidabile, competitivo e agile, in grado di rispondere rapidamente alle richieste e ai trend del mercato. «Vogliamo crescere in Italia e garantire un servizio di sempre maggiore qualità. Per questo abbiamo deciso di riorganizzare la struttura del network nazionale: uno degli hub esistenti, quello di Piacenza, non svolge più un ruolo centrale nelle attività distributive e quindi cesserà di operare. Le attività che gravavano su quell'hub saranno redistribuite sugli altri oggi esistenti e dal 2022 potenzialmente anche su Novara», dice Pezzetti. Dal punto di vista occupazionale la cessazione dell’attività non avrà ricadute sul personale dell’azienda. Quanto invece al fornitore, per il quale operano 300 persone, FedEx ha avviato il dialogo per comprendere gli impatti occupazionali sui suoi dipendenti e le misure volte a ridurli o mitigarli. «Valuteremo come supportare il fornitore uscente nella gestione della cessazione dell'attività - dice Pezzetti -, ma il re-engineering del network in Italia è fondamentale per garantire un servizio affidabile alla clientela e per creare un ambiente di lavoro che ispiri ai nostri collaboratori in tutto il Paese fiducia e volontà di crescita». La strategia di base di FedEx è «portare avanti iniziative a livello di modello di business per avere la massima qualità di servizio - sottolinea Pezzetti -. L’assunzione diretta del personale nei nostri hub va in questa direzione. In un mercato orientato all’esternalizzazione noi vogliamo cambiare le regole del gioco e quindi modificare questo modello di business». Inoltre «l’assunzione diretta rappresenta un vantaggio per i lavoratori perché fare parte di una grande organizzazione come Fedex può portare grandi vantaggi alle persone che operano nei magazzini. Garantisce maggiore sicurezza, stabilità, formazione e la possibilità di fornire un migliore servizio al cliente finale. Inoltre dà la possibilità di essere inseriti in un percorso di carriera: nella nostra organizzazione ci sono tanti esempi di persone partite da addetti di magazzino che attualmente hanno posizioni manageriali importanti».

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