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Coronavirus, Fedez a testa bassa contro il Codacons: «Le donazioni servono solo a sostenere loro stessi»

Vogliono bloccare tutte le raccolte di fondi privati. Io sono allibito, qualcuno li fermi», tuona il rapper dopo le polemiche con l’associazione dei consumatori

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Vogliono bloccare tutte le raccolte di fondi privati. Io sono allibito, qualcuno li fermi», tuona il rapper dopo le polemiche con l’associazione dei consumatori


2' di lettura

«Scandaloso. Sul loro sito ufficiale avviano una campagna per supportare il Codacons contro il coronavirus. Ospedali, ricerca, qualcosa comunque di pragmatico. Ma se ci clicco sopra scopro che hanno fatto un banner sul coronavirus dove in realtà la donazione va direttamente al Codacons, che non si occupa di coronavirus». Fedez va giù duro contro il Codacons in un video postato su Facebook.

Lo scontro sulla piattaforma di raccolta fondi
Al cantante non è andata giù la recente presa di posizione del Codacons con cui è stata invocata chiarezza circa «la raccolta fondi lanciata da lui insieme alla moglie Chiara Ferragni», con tanto di richiesta all'Antitrust di intervenire sul sito utilizzato dalla coppia (Gofundme). « Fateci una donazione così risparmiate sulle tasse. E questa è un'associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori? Non si fanno mancare niente», attacca Fedez dopo numerose altre stoccate delle ultime ore contro l’associazione dei consumatori. «Vogliono bloccare tutte le raccolte fondi privati. Io sono allibito qualcuno li fermi».

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Salvo Sottile si schiera con il cantante
Dal suo profilo Twitter il conduttore di «Mi Manda Raitre» Salvo Sottile appoggia la posizione del rapper contro il Codacons che, a sua volta, annuncia una denuncia nei suoi confronti a causa di quello che l'associazione definisce «un clamoroso autogol». Sottile, scrivono in una nota, « nella foga di attaccare ieri il Codacons, ha preso le difese di Fedez senza dare spazio alle replica fornita dall'associazione al rapper, e ha ricordato come il Codacons non sia mai invitato a ''Mi manda Raitre''; un vero e proprio autogol perché di fatto conferma le discriminazioni compiute dalla sua trasmissione ai danni dell'associazione, e le violazioni delle regole del pluralismo cui la Rai deve attenersi».

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