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Fedrigoni fa shopping dalla Spagna alla Turchia

di Barbara Ganz

2' di lettura

È un caso la crescita di Fedrigoni, azienda nata nel 1888 che oggi significa eccellenza nel mondo delle etichette e materiali autoadesivi e delle carte ad alto valore aggiunto per il packaging di lusso e altre soluzioni creative. Con l’ingresso della spagnola Guarro Casas e della francese Zuber Rieder - le ultime due acquisizioni compiute tra ottobre e novembre - i dipendenti nel mondo hanno raggiunto quota 5mila. Negli ultimi anni Fedrigoni è cresciuta significativamente anche grazie alle acquisizioni: «Solo nel 2022 ne abbiamo completate 6, inclusa Zuber Rieder: un piccolo gioiello francese specializzato in carte di altissima qualità per i frontali delle etichette di pregio e per il luxury packaging - spiega Marco Nespolo, ad del Gruppo Fedrigoni -. A febbraio abbiamo acquisito l’azienda spagnola di materiali autoadesivi Divipa, a marzo la francese Tageos, specializzata nelle etichette intelligenti e RFID, a luglio siamo sbarcati in Turchia acquisendo Unifol, che realizza materiali autoadesivi per il rivestimento dei veicoli. A settembre abbiamo poi stretto un accordo con l’americana Mohawk per ampliare la nostra presenza in US e a ottobre è entrata a far parte del gruppo Guarro Casas, azienda spagnola specializzata in carte premium. Tutte operazioni che ci hanno permesso di continuare la nostra strategia di espansione geografica e allargamento della nostra offerta». Un percorso che ha portato il Gruppo a essere «il primo attore a livello globale sia nel luxury packaging che nelle etichette premium per i vini, il terzo player mondiale nelle soluzioni autoadesive e il secondo nelle carte per l’arte e il disegno. Una leadership che intendiamo ulteriormente rafforzare con un portafoglio prodotti sempre più orientato ai mercati premium, dal lusso al wine & spirits, dal food al house hold and personal care e al pharma, tutti mercati che stanno evidenziando una domanda in costante aumento e una elevata resilienza. Tutto questo nonostante le numerose turbolenze sui mercati delle materie prime e il significativo incremento dei costi di tutti i fattori produttivi, che hanno messo a dura prova molti segmenti di mercato». E i risultati finanziari sono brillanti: nel terzo trimestre 2022 il fatturato è salito a 547 milioni (+36% rispetto al III trimestre 2021): «A questo ritmo contiamo di chiudere l’anno superando i 2,1 miliardi».

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