editoria

Feltrinelli torna in utile dopo 5 anni e guarda al digitale

di Tiziana Montrasio

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3' di lettura

Il Gruppo Feltrinelli torna a macinare utili e a generare cassa. Dopo aver archiviato il complesso spin off delle attività immobiliari conferendovi anche il debito, il gruppo controllato dall’omonima famiglia tramite la holding Effe 2005 ha chiuso il bilancio consolidato 2016 con segno positivo e può dirsi pronto a guardare il mercato con un approccio da potenziale acquirente o catalizzatore. Lo scorso anno i ricavi, calcolati post scissione degli asset immobiliari, sono cresciuti del 6,4% a 366,6 milioni di euro rispetto al 2015, l’ebitda si è attestato a 29,6 milioni (+23,7 mln), l’ebitda recurring è salito a 22,8 milioni (6,2% del fatturato) e il risultato netto è di 3,3 milioni, con un incremento di 28,5 milioni sul 2015. La posizione finanziaria netta si registra attiva per 3,3 mln. Il solo settore retail, che incide per oltre l’80% sui ricavi e comprende le attività di unità librarie, e-commerce e ristorazione, ha generato ricavi per 317,3 milioni (+1,1%).

«Oggi siamo più liberi e indipendenti dopo la sistemazione degli immobili che ha consentito alle attività ‘industriali’ di diventare un sistema unito – ha sottolineato Roberto Rivellino, amministratore delegato del gruppo Feltrinelli, – siamo alla finestra e stiamo guardando cosa c’è sul mercato, sia nell’ambito del digitale che dei contenuti. Potremmo essere anche punto di riferimento per la piccola editoria che vuole crescere». L’obiettivo per il 2017, ha spiegato Rivellino, è mantenere l’attuale livello di ebitda e un fatturato in linea. Non è escluso anche un progetto Borsa “ma ad oggi nulla di concreto”.

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Negli ultimi anni il gruppo Feltrinelli ha orientato tutte le energie nella creazione di un “sistema integrato transmediale” a forte vocazione editoriale, aprendo a partnership con player esterni nel settore immobiliare, nella distribuzione, ristorazione e televisione. «I dati del 2016 – ha spiegato Roberto Rivellino – sono frutto di una serie di attività e modalità gestionali che interpretano tutto in modo integrato». Il gruppo, che opera in tutta la filiera del libro, ha effettuato un vero e proprio riassetto del settore immobiliare che, oltre allo spin off dei suoi asset, ha portato all’accordo con Coima Sgr per la costituzione del fondo paritetico Feltrinelli per Porta Volta (nuova sede milanese della Fondazione). Alla stessa Coima il gruppo ha ceduto per circa 50 milioni di euro nel 2016 un portafoglio di 5 unità immobiliari. Nel settore ristorazione Feltrinelli ha siglato un accordo con Cir Food per lo sviluppo dei punti RED – con un piano di aprirne 20 unità entro il 2020, in rampa di lancio ci sono già le città di Roma e Milano – e Antica Focacceria San Francesco legata alla tradizione siciliana. A ciò si aggiunge l’intesa con Sky il rilancio del canale televisivo Laeffe (passato dal tasto 50 al 139) al fine di renderlo sostenibile. Infine la joint venture con Messaggerie Italiane (che risale al 2014) nel settore della distribuzione con la costituzione della joint venture EmmeEffe Libri (70% Messaggerie e 30% Feltrinelli) “che sta già evidenziando le sue potenzialità”, ha spiegato l’amministratore delegato.

Nel frattempo il gruppo editoriale è sbarcato anche all’estero con conquiste in terra spagnola: lo scorso anno ha acquisito il 99% di Editorial Anagrama ed è entrato in La Central, catena di librerie di Barcellona. Un’opportunità, quest’ultima, che apre al mercato latino-americano. «Stiamo andando bene nel libro – ha sottolineato Rivellino ricordando che Feltrinelli è quarto player sul mercato domestico dopo Mondadori, GemS e Giunti – e il nostro e-commerce sta crescendo più del mercato. Ora dobbiamo puntare all’integrazione fra online e offline».

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