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#HoDettoNo, ancora troppi i nodi irrisolti sulla violenza di genere

di Manuela Perrone

Violenza sulle donne, 3 armi per combatterla secondo il giudice Roia

2' di lettura

La violenza contro le donne «è una questione critica e cronica del nostro Paese. Le donne che denunciano vanno ascoltate subito per evitare le cifre che la cronaca ci consegna: un femminicidio ogni tre giorni». Parola del sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi (M5S), intervenuto lunedì 13 maggio a Milano, nella sede del Sole 24 Ore, alla presentazione dell’ebook #hodettono, realizzato da Alley Oop, il portale del Sole dedicato alla diversity, con il patrocinio del Dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio, rappresentato dalla direttrice generale Laura Menicucci e dell’Ordine degli avvocati di Roma.

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Un’occasione per fare il punto sulle ultime novità legislative, come il decreto sul Codice rosso, all’esame del Senato in seconda lettura. Ma anche una panoramica a 360 gradi sui nodi irrisolti, fuori e dentro le aule dei tribunali, per un contrasto realmente efficace alla violenza di genere. Inevitabile il dibattito sul Ddl Pillon di riforma dell’affido condiviso, di cui molti esperti e associazioni chiedono il ritiro. «Da parte mia non ci sarà nessuna approvazione di provvedimenti che possono vedere in alcun modo minori o donne danneggiati in questi delicatissimi procedimenti» ha garantito Ferraresi. Mentre la senatrice Pd Valeria Valente, presidente della commissione d'inchiesta sul femminicidio, ha attaccato: «Il Ddl è culturalmente da respingere: insegue una rivalsa per i padri che si sono sentiti abbandonati ma lo fa ai danni delle donne, riaprendo un conflitto di cui non si sentiva il bisogno e utilizzando i minori». Sul fatto che la battaglia sia innanzitutto culturale convergono tutti, dagli operatori del settore (come i centri antiviolenza, presenti con la rete Dire presieduta da Lella Palladino) ai magistrati, fino a sportivi e influencer. «C’è ancora troppa poca specializzazione nei tribunali», ha riconosciuto la giudice del foro di Milano Elisabetta Canevini, sicura che «bisogna capire quali delle nostre convinzioni sono pregiudizi e snidarli innanzitutto dentro di noi».

«Sulla violenza contro le donne le aziende devono prendere posizione», ha sostenuto Gianfilippo Mancini, ad di Sorgenia, partner dell’evento. «La nostra missione è la sostenibilità, che non è solo ambientale ma anche sociale. Ne va del futuro dell’intera società».

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