Dall’inizio dell’anno 75 vittime

Femminicidi, Lamorgese: «Un crimine odioso in continuo aumento». Fico: «Maschilismo tossico»

Per la ministra dell’Interno è un crimine che possiamo combattere solo se lavoriamo insieme con una comunione di analisi, intenti e azione

di Nicoletta Cottone

(Space24)

3' di lettura

Ancora troppo donne in Italia muoiono per mano di chi diceva di amarle. «Quello che affrontiamo oggi è un crimine odioso, avvertito come una piaga sociale» ed è «un crimine che possiamo combattere solo se lavoriamo insieme con una comunione di analisi, di intenti e di azioni». Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, al convegno sul tema “Femminicidi: prospettive normative”, organizzato alla Camera dal Commissario per il Coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, prefetto Marcello Cardona. «Episodi delittuosi riconducibili alla violenza sulle donne continuano a verificarsi prepotentemente, nel mese di settembre c’è stato davvero un aumento incredibile», ha aggiunto.

Fico: «Maschilismo tossico, via ostacoli su lavoro e culturali»

Per il presidente della Camera Roberto Fico alla base dei femminicidi c’è un «maschilismo tossico», alimentato da «stereotipi e pregiudizi»,ed è «l'humus che alimenta le discriminazioni e la violenza ai danni delle donne». Una piaga drammatica, ha spiegato Fico, che va combattuta integrando e migliorando anche il quadro normativo, ma soprattutto rimuovendo gli ostacoli sul lavoro, ma anche i limiti culturali, con un lavoro che parta dalle scuole. Un fenomeno sul quale ha inciso il confinamento in casa imposto dalla pandemia. «Una lettura che trova riscontro nella crescita del 120% delle chiamate al numero 1522 – registrate fra marzo e giugno del 2020, nel periodo del lockdown – effettuate per circa un terzo da donne che hanno denunciato violenza di tipo fisico o psicologico. Purtroppo è soprattutto tra le mura domestiche che le donne rischiano di subire violenza. Dal marito, dal partner o da altri familiari. Queste cifre ribadiscono che la violenza sulle donne è un fenomeno di carattere strutturale e non emergenziale, che affonda le sue radici in una molteplicità di fattori di ordine culturale, sociale ed economico».

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Settantacinque femminicidi dall’inizio dell’anno

«Ad agosto e settembre ci sono stati 11 femminicidi, 8 dei quali per mano del coniuge o di persona legata alla vittima da una relazione affettiva - ha reso noto la ministra Lamorgese - Tra l’inizio di quest’anno e lo scorso 31 agosto sono schizzati perché sono 75 su un totale di 182». La ministra Lamorgese ha invitato a «combattere la cultura della violenza che affonda le radici nell’organizzazione patriarcale della società».

Misure di prevenzione personale da ripensare

«Credo che una delle esigenze sia ripensare le misure di prevenzione personale, ci si potrà orientare verso un’estensione mirata dell’arresto obbligatorio in flagranza, l’introduzione di una specifica disciplina del fermo di indiziato di delitto e prevedere anche la segnalazione al prefetto del procedimento avviato per alcuni delitti al fine dell’adozione di ulteriori misure», ha detto la ministra dell'Interno.

Indennizzi più sostanziosi per tutela vittime e famiglie

«Per un altro verso la tutela delle vittime potrebbe avvalersi di un indennizzo che sia più sostanzioso da attribuire alla vittima e alla famiglia», ha detto la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese.

Bonetti: «É un fenomeno aberrante con radici strutturali, urge risposta»

«I dati drammatici che si stanno evidenziando necessitano un’urgenza di risposta. La pandemia ha aumentato un fenomeno aberrante e certamente ha messo in luce quanto questo fenomeno abbia radici così profonde e strutturali da non essere intercettato neanche dal cambio delle regole sociali», ha detto il ministro delle Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. «L’azione che dobbiamo mettere in campo è quella, da un lato, di consolidare e promuovere in modo strutturale una strategia integrata che abbia un approccio multidimensionale, sistemico interistituzionale perché la complessità del fenomeno che vogliamo sradicare definitivamente richiede questo tipo di visione - ha aggiunto - e dall’altro dare maggiori strumenti di efficacia e di intervento nelle varie fasi che caratterizzano la presa in carico del fenomeno, dalla prevenzione alla protezione e al perseguire il colpevole ma anche con la promozione di percorsi di autonomia delle donne».


Prefetto Cardona: «É un quadro devastante, ma sono ancora poche le denunce»

«Dal nostro osservatorio abbiamo un quadro devastante del fenomeno e non abbiamo ancora sufficienti denunce», ha detto il commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, prefetto Marcello Cardona, al convegno sui femminicidi. «Giornalmente diamo un quadro della situazione sempre puntuale al punto di proporre delle normative perché è il momento di essere tutti coesi e andare avanti», ha detto. «Questa tematica per essere pragmatica deve essere gestita su tre piani la gestione della prevenzione, del reato e il sostegno delle vittime», ha spiegato. «Sotto l’aspetto della prevenzione - ha detto - c’è tanto da fare perché la vera battaglia è andare a intercettare questi reati che sono terribili».

Roia: «Solo il 12% delle donne uccise aveva denunciato»

«Un dato di tendenza, che emerge dallo studio dei femminicidi che la Commissione sta facendo, analizzando tre anni di carte processuali di donne che sono state uccise nell’ambito di relazioni domestiche dal compagno o dal proprio ex, ci dice che solo il 12% delle donne uccise aveva denunciato, l’88% non crede nella denuncia o non denuncia», ha detto il presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, vittime di violenze sessuali, Fabio Roia.


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