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Fendi fa sfilare donne di ogni età (e taglia), da Ferretti inno al ’68

La settimana della moda che si è aperta a Milano, nonostante tutto, è la prova dell’impegno e della tenacia del sistema industriale

di Angelo Flaccavento

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La settimana della moda che si è aperta a Milano, nonostante tutto, è la prova dell’impegno e della tenacia del sistema industriale


3' di lettura

Reale, virtuale, in presenza, da remoto, mascherati, schedati, attentissimi o distratti con gli occhi su telefono o tablet: la settimana della moda che si è aperta a Milano - nonostante tutto, e lode sia dovuta alla tenacia di chi ci prova e si impegna con ogni forza, mantenendo alte le doti e la fama di una delle nostre industrie principali - si annuncia, per chi la segue con dovere di cronaca, all'insegna di emozioni e sensazioni contrastanti.

L'incertezza di questo momento storico senza precedenti pervade tutto. La scarsa efficacia del formato digitale dipende da diversi fattori: emotivamente poco coinvolgente, difficile da seguire senza perdere attenzione, poco focalizzato sugli abiti - i veri protagonisti, in fin dei conti. Certo, non tutti hanno l'ardire temerario di sfilare, o i mezzi per farlo, quindi ben vengano i canali alternativi. Ma lo show è lo show. Anche minuscolo, anche ridotto.

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Anzi, dopo anni di ubriacature senzazionali e spalti da stadio, la misura intima aumenta il godimento. Silvia Venturini Fendi riparte da casa: divani e tende bianche, ombre di finestre aperte su giardini rigogliosi completi di uccellini cinguettanti. «Come guardare l'esterno da un interno» spiega in conferenza Zoom. Lo show è fisico, la chiacchiera virtuale: i tempi che corrono. «In questi mesi abbiamo tutti riscoperto il valore dello stare in casa», continua. Per Fendi casa significa famiglia - l'invito è un pacco di pasta con tovagliolo di batista, da pranzo della domenica. E ricordano i decori delle lenzuola da corredo buono gli ajour sugli abiti candidi, mentre centrini ricoprono le borsette come protezioni delicate. In passerella sfilano donne di ogni età, consapevoli e fiere in un guardaroba di severa voluttà, e uomini meravigliosamente rilassati e nonchalant, ma sempre un po' ragazzini - con qualche eccezione veterana. Certo, Fendi è, anche simbolicamente, un matriarcato. Alle donne, Fendi offre la livrea della sensualità più elegante, romana di una romanità senza confini, possibile e concreta. Kim Jones, la prossima stagione, dovrà partire da qui. Bissare una prova così riuscita sarà una bella sfida.

Fendi fa sfilare la famiglia: donne di ogni età, consapevoli e fiere

Fendi fa sfilare la famiglia: donne di ogni età, consapevoli e fiere

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Dilaga la voglia di leggerezza, nelle materie e nelle cromie. È una leggerezza che era facile attendersi: la reazione ottimista a tempi oggettivamente pesanti. E infatti c'è un che di ribelle in tutto questo sottrarre peso. Ci manca giusto un tocco di patchouli, da Alberta Ferretti: tutto il proliferare di perline, sandaletti, caftani e tailoring sahariano profuma, se non proprio di hippie, certamente di sessantotto. Ma non c'è nulla di prevedibile, o letterale - per intendersi da mercatino delle pulci - piuttosto la freschezza impalpabile che è da sempre la sigla della stilista e imprenditrice romagnola, donna tenace e sempre positiva.

Il bianco del poplin e il grigio significano reset per Alessandro Dell'Acqua, che evolve ulteriormente N°21, portandolo in una direzione che convince: più cruda ed essenziale, se si vuole, ma vibrante, con il segno inconfondibile delle piume di struzzo, credibili anche sulla camicia di lui.

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