Innovazione

Fendi investe nel distretto marchigiano delle calzature, anche con la formazione

Nell'ambito del progetto “Adotta una scuola” di Altagamma e in una regione con il 30% di disoccupazione tra i giovani, la maison raddoppia la manifattura di scarpe e firma un corso speciale in un Its di Fermo

di Chiara Beghelli

Making of di una scarpa Colibrì di Fendi

2' di lettura

Colui che fa opere per il popolo: per gli antichi Greci era questo il senso del termine “demiurgo”, l'artigiano, inteso come autore di qualcosa di bello e ben fatto, come diremmo oggi, che arricchisce anche il vivere comune. Investire nell'artigianato può ancora sostenere una comunità: accade a Fermo, nel distretto calzaturiero delle Marche, dove l'Its Ostilio Ricci ha appena inaugurato il primo corso “firmato” Fendi.

Nuovi macchinari e un servizio navetta per la scuola-lavoro

Per due anni 21 ragazze e ragazzi seguiranno il programma delineato dalla maison, che ha acquistato nuovi macchinari e messo a disposizione un tecnico e un servizio navetta che collega la scuola al laboratorio e allo stabilimento Fendi di Porto San Giorgio, dove gli studenti si eserciteranno, con la possibilità di proseguire lì il loro percorso professionale. Il progetto fa parte di “Adotta una scuola”, lanciato da Altagamma per promuovere i mestieri tecnico-professionali, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione e che prevede che ogni azienda associata adotti uno tra i migliori Its d'Italia. Quindici quelle che hanno già aderito e sono pronte a partire, di cui Fendi è capofila.

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Serge Brunschwig, ceo e presidente Fendi

L’importanza di far incontrare domanda e offerta di lavoro

Anche perché di artigiani l'Italia ha urgente bisogno: «È stato emozionante poter contribuire al futuro di questi giovani in modo concreto – racconta Serge Brunschwig, ceo e presidente Fendi -, ma c'è molto ancora da fare, soprattutto per far incontrare domanda e offerta di questi mestieri: nelle Marche purtroppo c'è un 30% di disoccupazione giovanile e Altagamma sottolinea come entro il 2025 mancheranno 270mila persone per l'industria del lusso. Che continuerà a crescere, con l'Italia come risorsa fondamentale. Per questo è cruciale investire in fabbriche e in questi lavori, come già molti marchi del lusso stanno facendo per esempio in Francia».

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Fendi sposta e raddoppia lo stabilimento di calzature

La formazione è un mantra per la maison romana, che offre anche percorsi per sartoria all'Accademia Massoli di Casperia, nell'ambito del programma Ime di Lvmh: «Questi studenti passeranno molto tempo nel nostro stabilimento, perché vedere l'ambiente di lavoro, la passione di tutti, suscita il desiderio di farne parte». Per avvicinare ancora l'imparare e il fare Fendi sposterà la sua manifattura proprio a Fermo: «La raddoppieremo, portandola a 7mila metri quadri, ospiterà fino a 300 persone – continua Brunschwig -. Sarà inaugurata a settembre 2022, come la manifattura di pelletteria di Bagno a Ripoli, in Toscana».

Focus sulla tutela delle eccellenze artigiane

Anche lì è previsto un ampio spazio per la formazione, che coinvolge allo stesso modo giovani e collaboratori esperti: «L'artigiano è un mestiere in perenne evoluzione, anche nel saper usare nuovi macchinari e nuove tecniche - nota il ceo -. I nostri artigiani hanno quello che in giapponese si chiama kaizen, un atteggiamento di rinnovamento continuo per un continuo miglioramento. Amiamo rendere visibile il nostro saper fare, riconoscibile fin dall'esterno, come abbiamo sottolineato con il progetto Hand in Hand, con cui abbiamo valorizzato eccellenze italiane che troppo spesso restano nascoste».

Fendi vuole dunque diventare il marchio-manifesto della valorizzazione di questo made in Italy? «Sì, ma non da soli. Mi auguro che anche nel Pnrr sia previsto un sostegno a questo tipo di formazione - conclude - . E che si parli, si raccontino la bellezza, l'importanza e le potenzialità di questi mestieri, ai giovani e alle loro famiglie. Bisogna saper fare, ma anche far sapere».

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