Alimentare

Fermare subito lo scippo cileno ai marchi italiani

Forte presa di posizione del Consigliere delegato di Filiera Italia dopo la pubblicazione nel Diario Oficial de la República de Chile (la Gazzetta ufficiale locale) della domanda di registrazione di tre marchi italiani

2' di lettura

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Un «gravissimo tentativo di scippo che si sta consumando in Cile a danno di tre delle nostre più conosciute indicazioni geografiche come Asiago, Mortadella Bologna e Parmigiano Reggiano. Come Filiera Italia chiediamo alla Commissione europea e al Governo italiano di intervenire immediatamente presso le autorità cilene e garantire una tutela concreta per i nostri produttori». Così Luigi Scordamaglia, Consigliere delegato di Filiera Italia, commenta la pubblicazione nella gazzetta ufficiale cilena delle domande di registrazioni dei tre marchi “Asiago”, “Bologna” e “Parmesan” da parte del Consorzio statunitense Ccfn (Consortium of Common Food Names).

«Il consorzio americano non è nuovo a questi furti di identità, e in ogni mercato prova a rivendicare il diritto di vendere il falso Made in Italy. È inaccettabile – incalza Scordamaglia – Si tratta di un danno per le nostre imprese che supera i 100 miliardi di euro all’anno e che va a toccare non solo il nostro patrimonio economico, ma anche quello culturale e identitario. Oltre a rappresentare una truffa per quei consumatori stranieri che cercano l’Italia e trovano troppo spesso solo scadenti imitazioni. Anche per questo Filiera Italia, insieme a Coldiretti, prosegue nell’impegno a sostegno dell’export del cibo e del vino 100% italiano». E sono proprio le stime di Coldiretti a quantificare il danno emergente dalle imitazioni in tutto il mondo dei prodotti italiani che ammonterebbe a 100 miliardi di fatturato all’anno. Sul tema è intervenuto anche il deputato di Forza Italia Dario Bond che ha auspicato: «Un intervento d’urto da parte del premier Mario Draghi per sventare l’ennesimo attentato al ‘Prodotto in Italia - Made in Italy' contro l'azione delle lobby che vogliono favorire solo i prodotti taroccati (guarda caso, secondo Coldiretti, il Cile ha introdotto il bollino nero in etichetta per sconsigliare prodotti italiani che ora vorrebbe autorizzare come imitazioni».

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