fine vita

Ferme in Parlamento sette proposte per regolamentare l’eutanasia

di Andrea Marini

(ANSA)

2' di lettura

Dopo dj Fabo, giovedì la morte di Davide Trentini che ha ottenuto l’eutanasia in una clinica di Basilea in Svizzera, accompagnato da Mina Welby, copresidente dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere della stessa organizzazione. Tutti casi che riaprono la polemica sulla mancanza di una legislazione del fine vita in Italia , dal biotestamento all’eutanasia. E se procede con difficoltà la discussione alla Camera sul biotestamento, ancona meno chance hanno le 7 proposte presentate in Parlamento sull’eutanasia.

La discussione sul biotestamento
Alla Camera è stato presentato il 26 luglio 2013 una proposta di legge sul biotestamento, che, dopo esser stata in Commissioni affari sociali per quasi quatto anni, è arrivata all’esame della camera il 5 aprile. Ora l’esame riprenderà mercoledì 19 aprile dopo la pausa di Pasqua. Ma non mancano le resistenze, soprattutto da parte di alcuni parlamentari centristi.

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Le 5 proposte sull’eutanasia alla Camera
Alla Camera sono state depositate 5 proposte per regolare l’eutanasia. L’ultima in ordine di tempo è quella della deputata ex M5S (ora nei Civici e Innovatori) Mara Mucci: presentata il 15 gennaio 2016, è stata assegnata in commissione competente ma non ha ancora iniziato l’esame. Sono 4 invece le proposte che hanno iniziato l’esame in commissione (anche se sono ferme almeno da un anno): quella di Eleonora Bechis (deputata ex M5S ora nel gruppo Misto), Marisa Nicchi (deputata ex Sel ora Mdp) , Titti Di Salvo (deputata ex Sel ora Pd), e quella di iniziativa popolare depositata da oltre 67.000 cittadini attraverso l'Associazione Luca Coscioni il 13 settembre 2013.

Le 2 proposte al Senato
Al Senato a presentare proposte sull’eutanasia sono Luigi Manconi (Pd) e Francesco Palermo (Gruppo Autonomie, nella maggioranza di governo). Tutti e due i Ddl sono stati assegnati in commissione, ma il loro esame non è ancora iniziato. Tutte le proposte in parlamento, in maniera più o meno simile, tendono a cancellare l’eutanasia dalla lista dei reati nei casi in cui si verifichino condizioni ben precise, come la richiesta espressa della pratica da parte del paziente (la cui malattia deve produrre gravi sofferenze, deve essere inguaribile o con prognosi infausta), la maggiore età del paziente (che deve essere capace di intendere e volere) e che il medico e la struttura sanitaria rispettino la dignità del paziente.

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